Parco sovracomunale: uno specchio per allodole?

Il Comitato "Cittadini attivi NO allo svincolo" interviene su viabilità del Saronnese, pianificazione dei centri logistici e commerciali e uso strumentale del progetto parco

Riceviamo e pubblichiamo:

Riflettendo sulle dinamiche che si giocano intorno alle vicende di viabilità, tutela dell’ambiente e cementificazione nella nostra zona, ci balza agli occhi uno “strano” fenomeno: ogni volta che c’è da consumare un pezzo di territorio si usa il progetto del Parco Sovracomunale come merce di scambio con la popolazione.

Ci viene detto ogni volta di chiudere un occhio su ogni opera devastatrice che compare all’orizzonte, sia essa lo   svincolo Saronno sud, o lo svincolo di Cantalupo, una   tangenziale e tangenzialina varie, un albergo nel bosco…, tanto, stiamo pur tranquilli,   come sicura   “compensazione” avremo il Parco Sovracomunale! Quel che succede poi regolarmente è che si dà   priorità sempre alla nuova cementificazione, che diviene realtà, mentre   il Parco Sovracomunale rimane un sogno.

Come commentare? Sarà forse che a certi politici del parco, del verde non importa nulla? Importa invece il business? Ed è un business redditizio, che si rigenera da solo:   rosicchiare pian piano un pezzo di territorio cementificandolo significa richiamare   nuovo traffico e il nuovo traffico induce a reclamare la   costruzione di nuove strade.

E su questo non è nemmeno possibile un confronto democratico: noi non diciamo sempre e solo “no”, ma ogni volta portiamo   le nostre motivazioni,   che pensiamo siano quelle di tutte le persone che tengono alla propria salute e a quella dei propri figli; certi nostri governanti, al contrario,   non spiegano le scelte fatte in questa direzione, ma mettono di fronte al fatto compiuto:   creano il disagio “strategico”   cementificando       per poi motivare le loro decisioni   richiamandosi al   traffico insostenibile (vedi uscita attuale dell’autostrada di Saronno, vedi Cantalupo dove sorgerà un enorme centro logistico, vedi l’esorbitante numero di centri commerciali, previsto in incremento con l’ampliamento dell’Esselunga di Saronno…pare che invece di prendere in considerazione il nostro essere persone e cittadini ci si consideri solo come consumatori )

Una strategia miope, priva di sguardo al futuro e di progettualità responsabile, ma dotata di vista acuta per il business ed efficace agli occhi di chi si limita ad una analisi superficiale, perché il traffico è sotto gli occhi di tutti e pare ovvio porvi riparo velocemente con nuove opere, mentre   le ragioni per cui si è arrivati alla situazione insostenibile rimangono nell’ombra.

La realtà futura sarà che se si verificherà questo nuovo scenario di viabilità ci saranno nuove aree dove costruire nuovi centri per motivare necessità di altre strade per poi creare altre aree da cementificare…insomma è il cane che si morde la coda, e intanto il   traffico aumenta, l’inquinamento aumenta, la vivibilità diminuisce drasticamente.

E’ stato mai   fatto uno studio serio per valutare quanti centri logistici abbiamo nella nostra zona? Quanti centri commerciali? Quale impatto hanno e avranno? Non sarebbe forse il caso di mettere un limite, invece di prevedere sempre nuove strade? Non è dovere di chi ci governa promuovere un confronto pubblico e sollecitare la partecipazione dei cittadini    su scelte così importanti per la vita quotidiana di tutti?   Il territorio è una risorsa limitata, occorre finalmente e responsabilmente fare i conti con questo limite e cambiare rotta con decisione.

Certo anche noi siamo per rendere più veloce e snella la viabilità, ma in un’ ottica di segno diverso, che guardi progettualmente al futuro, che veda investimenti   nel   trasporto pubblico e nel trasporto di merci su ferrovia, e si diriga   concretamente e fattivamente   verso la realizzazione del Parco Sovracomunale, unica garanzia di salvaguardia degli ultimi lembi di territorio dagli appetiti dei cementificatori.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 20 dicembre 2006
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