Parolo: «Prodi ci ha convinti ma i punti critici restano»

Il presidente provinciale di Cna ha commentato il discorso del premier all'assemblea per i quarant'anni dell'associazione

«Ci ha convinti ma ci sono ancora molti punti critici da affrontare». Daniele Parolo, presidente della Cna varesina, ha commentato da Roma, l’intervento di Romano Prodi all’assemblea per i quarant’anni dell’associazione. Nel suo discorso il Premier ha difeso la Finanziaria ma anche ammesso di aver trascurato alcune parti sociali nella fase di concertazione. «E quelle parti siamo noi – ha spiegato Parolo – gli artigiani, i commercianti, tutto il mondo delle piccole e medie imprese. Tutti quei soggetti che sono non sono stati ascoltati dall’esecutivo». Le parole di Prodi sono state ascoltate con attenzione dal pubblico «senza fischi – ha precisato il presidente della Cna varesina – e con applausi nelle parti che ci vedevano concordi. Il presidente del Consiglio ha riconosciuto il valore delle nostre richieste ed è entrato nel merito di alcune questioni che per noi sono molto delicate come la revisione degli studi di settore e la disciplina dell’apprendistato».

Qualche punto dolente sulla manovra tuttavia è rimasto: «Non ci è piaciuto il metodo seguito per adottare il provvedimento e i pochi tagli alle spese previsti. Qualcuno ha contestato il fatto che un Governo che chiede alle sue imprese un impegno così forte prometta una crescita limitata all’1,3 per cento. In realtà, il Premier lo ha spiegato, si è preferito mantenere un profilo basso per non creare false illusioni anche se le buone prospettive non mancano». Oltre a Prodi, sul palco dell’assemblea di Cna, sono saliti anche il viceministro delle finanze Vincenzo Visco e il ministro dello sviluppo economico Pierluigi Bersani. «Per il 2007 sono stati promessi alcuni interventi a sostegno del credito – ha concluso Parolo –  e la divisione dei tavoli di confronto tra grande e piccola imprese. Questo dimostra attenzione al mondo delle aziende che rappresento ed è un bene perché evita il rischio che le imprese di grande dimensione facciano la parte del leone nella divisione delle risorse».

 

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 13 dicembre 2006
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