Pellegatta: «Una scuola di tutti, moderna e democratica»

La senatrice cassanese del PdCI, vicepresidente della Commissione Istruzione, commenta con favore le norme introdotte con la finanziaria, che elevano l'obbligo scolastico a 16 anni

Con
la legge finanziaria è stata approvata una decisione destinata
a cambiare profondamente la scuola italiana dalla quale trarrà
beneficio tutta la società”, afferma la senatrice Maria
Pellegatta (foto), Vicepresidente della Commissione Istruzione. “L’obbligo
scolastico è stato elevato a 16 anni
e i ragazzi, prima di
quest’ età, non potranno accedere al lavoro, così
come avviene in tutta Europa”.

La
legge, richiamando un principio sancito nella nostra Costituzione,
usa il termine “obbligo scolastico”, e non quello ambiguo di
“diritto-dovere”, introdotto dalla riforma Moratti. E affida
alla scuola e ai Comuni il compito di controllare che l’obbligo
scolastico venga assolto e di attuare iniziative contro la
dispersione scolastica”.

A
questo proposito, sottolinea la Sen. Pellegatta, è importante
che tutti i ragazzi di terza media continuino il loro percorso
formativo all’interno della scuola. Non ci sono scorciatoie: l’
innalzamento dell’obbligo, come è già avvenuto con la
scuola media unica del 1962, ha l’obiettivo di arricchire
l’istruzione di base delle nuove generazioni e di combattere
anacronistiche discriminazioni e staticità sociali, vere tare
del nostro sistema scolastico e sociale. Non c’è dubbio che
il superamento della scelta precoce a 13 anni, cui costringevano i
provvedimenti Moratti, prefigura una scuola di tutti, moderna e
democratica”
.

Infine,
la Sen. Maria Pellegatta sottolinea, tra le altre, due decisioni
importanti contenute nella Finanziaria, che devono essere rese note
ed applicate: un consistente finanziamento per l’integrazione degli
alunni stranieri e un fondo per estendere e rendere permanente
l’educazione alla legalità.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 29 dicembre 2006
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