«Per Trenitalia la puntualità non è più un obiettivo»

«Ritardi, disservizi e incapacità di trovare una figura competente per la carica di direttore del servizio regionale»: i pendolari nuovamente sul piede di guerra

«Per Trenitalia la puntualità non è più un obiettivo». È questo il commento del Coordinamento delle Associazioni dei Consumatori e dei Comitati dei pendolari ferroviari della Lombardia riguardo le notizie apparse negli ultimi giorni sulla stampa. «Si legge infatti sui quotidiani che negli ultimi due giorni "il 96% dei treni è arrivato con meno di 15 minuti di ritardo".  A parte le originali modalità di rilevazione dei ritardi delle ferrovie italiane, che avvengono in base a norme da loro stesse stabilite, che considerano il momento di arrivo alcuni minuti prima dell’arresto del treno e la distorsione dei dati causata dagli allungamenti di percorrenza introdotti sistematicamente ad ogni cambio d’orario e dagli ampi ed arbitrari motivi di esclusione, non si può non constatare che il ritardo inferiore al quarto d’ora per Trenitalia è ormai divenuto del tutto irrilevante.
Ciò a riprova del fatto che continua ad essere il Gestore, e non gli Enti preposti al controllo della qualità del medesimo, quali la Regione Lombardia e il Ministero dei Trasporti, il soggetto che stabilisce le regole in base alle quali verificare la qualità del servizio. Di questo passo, non faranno più notizia neppure i ritardi inferiori ai 30 minuti…».

Oltre ai ritardi, i pendolari lamentano il fatto che «in questi giorni vengono effettuati verifiche di biglietti e abbonamenti facendo accompagnare i controllori dalla Polizia Ferroviaria. Riteniamo tuttavia opportuno che i passeggeri che dovessero incappare in tali controlli facciano verificare da parte degli Agenti, ed eventualmente verbalizzare, anche i disservizi presenti (porte guaste, riscaldamento, finestrini, pulizia, ritardi ecc.), le violazioni delle prescrizioni sulla sicurezza a bordo dei treni e nelle stazioni (affollamento, dalla mancanza dei martelletti, degli estintori su carrozze e motrici ecc.), nonchè l’ipotesi di interruzione del pubblico servizio a causa di guasti e malfunzionamenti».

Stanchi quindi di questa situazione, i pendolari si domandano cosa «attendano Regione e Governo nel prendere le opportuni misure, tra le quali va considerata anche la possibilità di commissariare il Servizio Regionale Lombardo, al fine di tutelare il diritto alla mobilità di cittadini ed i pendolari. L’Azienda di Stato è infatti evidentemente incapace di trovare una figura competente e idonea per la carica di direttore del servizio regionale, all’altezza dei problemi di mobilità della nostra Regione, nonchè delle aspettative dei lavoratori della Lombardia. Saranno questi, tra gli altri, i temi che il Coordinamento si propone di affrontare quando finalmente riprenderà il confronto con la Regione, previsto per la metà del prossimo mese di gennaio».

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 15 dicembre 2006
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