Perché i nostri politici si curano all’estero?

Una lettrice chiede per qualche ragione Berlusconi abbia deciso di ricorrere alle cure dei medici americani

Egregio Direttore,
Le voglio scrivere poche righe per ribadire quello che dissi tempo addietro quando Bossi prese la medesima decisione di Silvio Berlusconi, scegliere l’estero per le cure mediche.
Leggo oggi che il caro Onorevole ha scelto negli Stati Uniti il luogo di cura per la sua problematica (quale poi?).
Grazie Onorevole Berlusconi, per avere fiducia nella Sua sanità italiana, quella che ha messo in ginocchio negli ultimi 5 anni di governo, che comunque è andata avanti con l’impegno dei singoli, tra turni massacranti e stipendi da fame, quella che ha creato comunque centri di eccellenza che potrebbero curarla degnamente.
Queste scelte di chi governa non possono che essere iniezioni di fiducia, questa sera andrò a lavorare veramente felice di far parte di questa sanità che lei snobba, nei paesi esteri non si vede mai un leader politico che vola fuori dai confini per farsi curare, qui invece lei prende armi e bagagli e "scappa" dagli amici Americani.
Posso solo farle l’augurio di non rientrare in quelle casistiche tutte USA di pazienti rimasti sul tavolo operatorio, casistiche che nella sua Italia non ci sogniamo, visto che curiamo tutti a prescindere dal portafoglio e dalla assicurazione anche se con i mezzi limitati che ci ha messo tra le mani in questi anni di presidenza.

Saluti cordiali

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 18 dicembre 2006
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