Prealpi Gas, i sindacati: «Garantire occupazione e qualità del servizio»

I lavoratori in assemblea esprimono preoccupazione per gli scenari futuri della nuova società, formata dallo scorporo dei rami gas di Agesp e Amsc

Il futuro di Prealpi Gas preoccupa i lavoratori di Agesp e Amsc, le due ex muncipalizzate, ora Spa, da cui è in via di scissione il ramo gas che confluirà nella nuova società. Lo conferma l’assemblea di questo pomeriggio ai Molini Marzoli, in cui i dipendenti preoccupati per le prospettive future hanno posto varie questioni ai rappresentanti della "triplice" sindacale (in questo caso, Filcem-Cgil, Femca-Cisl e Uilcem-Uil).

La vicenda non è semplicissima e merita qualche spiegazione. La nascita di un nuovo soggetto come Prealpi Gas è determinata dalla necessità di far nascere una società in grado di distribuire al consumo almeno 100 milioni di metri cubi di gas all’anno; questa soglia permetterà di operare senza gara d’appalto fino al 2010. Aspem, l’ex municipalizzata di Varese, già arriva a questi valori: Amsc e Agesp,  pertanto, hanno ritenuto opportuno associarsi. Le due società bustese e gallaratese già hanno scorporato dei rami commerciali (Amsc commerciale e Agesp commerciale, rispettivamente, intestatarie delle bollette degli utenti) in ossequio al decreto Letta del 2000, che a sua volta recepisce le direttive europee sulla liberalizzazione del settore gas, prevedendo la scissione formale delle attività di commercializzazione (vendita) da quelle di distribuzione e manutenzione (reti).

Negli ultimi giorni ha fatto rumore la presa di posizione del sindaco Mucci, per nulla soddisfatto della piega che andavano prendendo gli eventi; poi lo scontro con Busto si è andato stemperando, e già questa sera il consiglio comunale di Gallarate, a meno di ulteriori sorprese, darà il via libera all’operazione. Intanto, come detto, i dipendenti di Agesp e Amsc attendono nell’incertezza. le rassicurazioni ricevute non appaiono sufficienti a placare la preoccupazione.

«Quella della liberalizzazione del settore gas è una partita che si sta giocando proprio adesso» riferisce Luciano Pellizzaro di Filcem-Cgil. Posta in palio, il controllo di un mercato che non conosce crisi: e si cerca di fare in modo che a perderci non siano i lavoratori, visto che fusione fin troppo spesso equivale a riduzione di personale – cosa peraltro negata dai dirigenti di Agesp e Amsc, che hanno voluto rassicurare le rappresentanze sindacali. Paradossale appare il fatto che al momento risulta impossibile definire con precisione quanti sono i posti di lavoro coinvolti nell’operazione di scorporo e fusione: sia Amsc che Agesp valutano su basi finanziarie, con la "risorsa equivalente" – vale a dire la spesa necessaria per un lavoratore – come unità di misura. Si parla di 32 risorse equivalenti per Agesp e 25 per Amsc: questi gli ordini di grandezza.

«Con la fusione» prosegue Pellizzaro «Prealpi Gas diventerà un’azienda indipendente con il suo personale, che per ora resterà presso le strutture delle due "case madri"». Per garantire il futuro occupazionale, soprattutto a medio e lungo termine, il sindacato lancia una sfida ai Comuni di Busto e Gallarate. «Entro il 2010, quando la gestione delle reti del gas dovrà andare a gara d’appalto, vogliamo che i due Comuni si impegnino ad inserire nei bandi di gara delle clausole sociali, tali da imporre il mantenimento di livelli occupazionali che andranno precisati a partire da questo periodo. Questo perchè, anche se i dipendenti cambiano cappello, intendiamo garantire da un lato il loro posto di lavoro, e dall’altro la qualità di un servizio d’eccellenza. Con il gas non si scherza, la manutenzione è una questione di sicurezza di vitale importanza. Serve dunque personale preparato e in numero sufficiente».

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 06 dicembre 2006
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