Presepe vivente, quando il volontariato fa miracoli

Attori professionisti e gente comune. Oltre 200 figuranti in piazza San Vittore danno vita alla raprresentazione sacra più attesa dell'anno

Ragazzi, ragazze, adulti e bambini. Come formichine lavorano febbrilmente e con entusiasmo sul sagrato della basilica per trasformare piazza San Vittore in un grande presepe vivente. È l’ottava edizione, eppure – assicurano gli organizzatori – c’è l’entusiasmo e la determinazione di sempre. Dall’alba alla mezzanotte, oltre 200 volontari realizzano questo piccolo miracolo con una rievocazione degna della migliore tradizione di San Gregorio Armeno. Tutta l’area fin dietro al battistero si trasforma in uno scenario dal sapore medievale: fieno per il bestiame, betttole per i viandanti affamati, tavolate con piatti e bicchieri di terracotta, antichi arnesi di bottega.
«Quindici camion carichi di materiale. I volontari hanno svuotato le loro soffitte e le loro cantine. È una cosa meravigliosa, realizzata grazie alla parrocchia di Gavirate, la pro loco e i comuni» spiega Marco Zaninelli, coordinatore dei lavori. Ci saranno anche cavalli, capre e asini, ma non il cammello, presente nella passata edizione e costato 20 chili di pane fresco per un pranzo.

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Presepe vivente San Vittore 4 di 31

Il grande momento della rappresentazione è vicino. Oltre duecento bambini del gruppo scout Varese 2 faranno i figuranti, altri 400 assisteranno alla rappresentazione. Regista e ideatore della sceneggiatura è Andrea Chiodi, 27 anni, diventato attore alla corte di una grande artista: Piera Degli Esposti. Con lui, in piazza San Vittore, gli attori Andrea Lapi e la "toscanissima" Alessia Spinelli, entrambi provienienti dall’Accademia dei Filodrammatici di Milano, e la danzatrice Marta Ciappina, che ha curato le coreografie degli angeli. Quest’anno è prevista la partecipazione speciale dell’attrice Rosalina Neri, un’altra figura intramontabile del teatro italiano.
«Portare i testi delle sacre scritture nelle piazze – spiega il regista – è un’idea che ho in mente da sempre
. Direi una sorta di destino, visto che ho incontrato Piera Degli Esposti proprio durante una sacra rappresentazione. Questa volta abbiamo cercato anche di attualizzarlo: la scoperta del presepe da parte di uno sconosciuto è la scoperta della spiritualità».
(Foto, da sinistra: Marta Ciappina, Alessia Spinelli, Andrea Chiodi e Andrea Lapi)

Lo sconosciuto è interpretato da Lapi, che arriva nella piazza e viene attirato dalla voce di Rosalina Neri. Da una finestra del palazzo a fianco la basilica, l’attrice guiderà l’uomo verso questa riscoperta. Sarà un percorso graduale, le scatole sul palco si apriranno e la magia del presepe si materializzerà sotto i suoi occhi. «Dal punto di vista scenico mi piace mettere insieme l’attore professionista con la gente comune. In questo caso 200 figuranti interagiranno con gli attori professionisti, anche questa dimensione ha un significato rispetto all’umiltà».
I ragazzi dell’Avsi (Associazione Volontari per il Servizio Internazionale) hanno posto un telo con una scritta gigantesca in piazza del Podestà quasi a vegliare su volontari, attori, figuranti, animali e straniti passanti: «La carità sarà sempre necessaria, anche nella società più giusta». Firmato: Papa Benedetto XVI.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 22 dicembre 2006
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