«Pura attività immobiliare», anche il Prc critica il nuovo stadio

Dopo i dubbi espressi dai Ds, il progetto di Sogliano subisce un altro attacco. Zappoli: «Siamo di fronte ad un altro Iper allargato»

«Un megaprogetto immobiliare dalle dimensioni allucinanti, in cui la parte sportiva rimane in secondo piano rispetto alla componente puramente economica». Dopo i dubbi dei Ds, attiva l’attacco frontale di Rifondazione comunista.

Aumentano le resistenze nei confronti del progetto di Sogliano per il nuovo stadio di calcio, discusso settimana scorsa in una riunione tra il presidente del Varese 1910 e l’amministrazione comunale. A pronunciare il giudizio estremamente negativo citato poco sopra è Angelo Zappoli, capogruppo del Prc in consiglio comunale. A scatenare una presa di posizione così netta è la doppia contestazione riservata la progetto, prima nel metodo e poi nel merito.
«Sogliano non può permettersi di dire “se mi lasciate fare come ho in mente vi costruisco una squadra di alto livello altrimenti lascio”, perché l’amministrazione comunale ha il dovere di garantire uno stadio decoroso e a norma, ma il valore della squadra di calcio non è di sua competenza. Sono d’accordo con chi parla di ricatto sportivo - conclude Zappoli – perché la valorizzazione dello sport non deve necessariamente passare dalla cementificazione massiccia». E qui cominciano le critiche nel merito. «Il progetto spazzerebbe via gli altri operatoti commerciali della zona e cambierebbe totalmente il volto dell’area – avverte Zappoli – la documentazione presentata in Comune parla di 31mila mq destinati ad area commerciale: praticamente siamo di fronte ad un nuovo Iper allargato».

Il capogruppo del Prc, che è andato a studiarsi il progetto negli uffici comunali, snocciola cifre eloquenti. «Uno studio condotto dalla stesso Gsc (Gestione sviluppo commerciale, il gruppo committente dell’opera che ha stretto l’accordo con la famiglia Sogliano, nda) dice che la nuova area produrrà un fatturato annuo di 77,7 milioni di euro, 63 dei quali sottratti agli altri commercianti della zona. I negozi nell’area limitrofa al nuovo insediamento saranno costretti a chiudere- denuncia sempre Zappoli – e gli effetti della concorrenza si sentiranno negli esercizi commerciali fino a 30 minuti di macchina da Masnago, sempre secondo le previsioni del Gsc».

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 12 dicembre 2006
Leggi i commenti

Commenti

L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di VareseNews.it, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.