Quando Catania “detto Turbominchia” era la mia star

Il ricordo di chi, in quei ruggenti anni, ahimè c'era e partecipava...

Chissà se è il caso di far sapere che ero una fanatica di Cuore e del suo Giudizio Universale: mica per altro, perchè si parla degli ultimi scorci degli anni ’80, mica roba da ragazzini. E le donne, come si sa, non amano molto svelare la loro identità anagrafica.

Ma solo l’idea che Varesenews avesse in mente di riproporre dopo 15 anni dalla sua chiusura il ciclopico sondaggio aperto dai redattori di Cuore – che poi, voglio dire, erano Michele Serra e Claudio Sabelli Fioretti, Elle Kappa e Domenico Starnone: tutta gente poi diventata notissima, anche grazie a quello straordinario giornale satirico – a me ha fatto impazzire e commuovere: perciò, sarò la prima a partecipare. Con qualche ricordo, soprattutto.

Del Giudizio Universale, come per tanti altri che si lanciavano come prima cosa sulla pagina dedicata del giornale, a me piacevano innanzitutto le new entry, le mille cose in più per cui valeva la pena vivere che ogni settimana i fantasiosi lettori di Cuore si inventavano, alcune delle quali divennero poi votatissime pietre miliari. Come il mitico "Enzo Catania, detto turbominchia": direttore del Giorno e opinionista per Antenna Tre nei nascenti programmi sportivi in stile "tivù privata", Catania aveva scalato vertiginosamente la classifica del Giudizio Universale costringendo anche chi non conosceva il vulcanico giornalista – precursore delle schiere di giornalisti sportivi dediti al dibattito, che nessuno oggi più si sogna di mettere ad una simpatica gogna come fecero gli spudorati lettori di Cuore – a domandarsi chi mai fosse.

Ma se questo "motivo per cui vale la pena vivere" è quello che fa scendere la lacrimuccia a noi nostalgici, mille altri ce ne sono di indimenticati: da quello arrivato in top ten "la fine di Andreotti" al provocatorio "Dichiarare guerra alla Svizzera" o al "tanga modello filo dentale" che diede poi tanta fortuna alla definizione…


Forse però il bello di quel sondaggio è che non era solo cazzeggio, ma anche deposito di riflessioni e nostalgie: e se ora si può dire di avere visto "la sinistra che vince" e giudicarne il risultato, nel mio cuore resterà sempre il semplice ma  molto profondo "
Vedere come va a finire": forse il vero motivo per cui, malgrado tutto e in mezzo ai caos in cui la vita ti infila, in fondo vale la pena vivere. 

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 27 dicembre 2006
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