Quell’incrocio pericoloso è al centro delle polemiche

Secondo il sindaco l'incidente non c'entra con la sistemazione viabilistica fatta dalla Provincia. Ma la gente chiede una rotonda che non è stata concessa

Il sindaco di Daverio Alberto Tognola, appena saputo della tragedia avvenuta lungo quel tratto della provinciale della Valbossa si è recato immediatamente sul posto per vedere con i propri occhi. Proprio lì, dove ci sono quegli striscioni appesi che chiedono apertamente una rotonda (nella foto a sin.) che, però,  Villa Recalcati non ha concesso. Ce ne sono altre due nelle vicinanze e una terza avrebbe rallentato troppo il traffico. Fatto sta che se ci fosse stata lì una rotonda a rallentare, forse, oggi a terra non ci sarebbe un ragazzo. «L’incrocio non c’entra con questo incidente – sostiene il primo cittadino di Daverio Tognola – ma è chiaro che la situazione viabilistica in questo punto va risolta definitivamente. Intanto abbiamo chiesto la rimozione degli spartitraffico in plastica». Il nuovo incrocio è stato appena terminato ma quegli spartitraffico restringono ancora la carreggiata. La gente che vive lungo la strada provinciale 36 della Valbossa, però, chiede esplicitamente la rotonda valutando quell’incrocio come troppo pericoloso così com’è. Uno dei due striscioni, infatti, esprime il disaccordo totale nei confronti dell’attuale viabilità così com’è stata concepita con gli ultimi lavori. Tutti negativi, infine, i commenti della gente accorsa sul luogo dell’incidente. La questione della viabilità è molto sentita da tutti e quegli striscioni di protesta stanno lì a testimoniarlo, come le parole di un parente dell’autista del camion che ha chiesto:«Scrivetelo che questa strada fa schifo». I responsabili della Provincia, di fronte al lutto, hanno preferito non rilasciare dichiarazioni rimandando la discussione ai prossimi giorni.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 20 dicembre 2006
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