Quelle luci spente sull’hockey a Varese

Durante il derby under 14 i gestori del PalAlbani hanno spento l'impianto dei riflettori, costringendo l'arbitro a sospendere la gara. Per risparmiare sulla corrente

Egregio direttore

sabato, 16 Dicembre 2006, sono le ore 19 e qualcosa, l’atmosfera è piacevole al Palaghiaccio di Varese, un po’ fredda forse, ma piacevole, la partita in corso anche.
È quello che noi chiamiamo un derby, ci sono in campo le selezioni giovanili under 14 del Hockey Club Varese e dell’Hockey Club Como, i ragazzi pattinano e si danno da fare… i genitori sugli spalti, gli allenatori nelle panchine, i giudici al loro posto e gli arbitri della Federazione facendo il loro lavoro.
La partita fa parte del campionato regionale, è importante… è seria… è BUIA!!!!!
I ragazzi si fermano per un attimo, il disco scivola nella direzione sbagliata, qualcuno ne può approfittare… gli arbitri alzano la testa, e fischiano.
Fischiano e si dirigono alla giuria con aria incuriosita, ma seria, la domanda è secca, e a noi, l’Hockey Club Varese, brucia dentro.
Chi ha spento le due fila di luci dello stadio durante il pieno svolgimento della partita?

Lasciateci formularla in modo più corretto: chi si è permesso di spegnere le due fila di luci (26 riflettori) in pieno svolgimento di una partita di campionato regionale?

Sarà un guasto, è il nostro primo pensiero… la nostra professionalità e i valori con i quali cerchiamo di promuovere uno sport così importante per il sentire sportivo Varesino, non ci lasciano pensare che la risposta possa essere di ben altro genere.

Le luci non si sono spente per un guasto, o per un surriscaldamento, non si sono spente neanche per un comprensibile errore umano di qualcuno, NO!
Si sono spente perche’ qualcuno le ha spente.
Si sono spente perche’ esistono persone nella gestione di una delle principali strutture dello sport varesino che vivono secondo valori diversi da quelli che professiamo nello sport.

Si sono spente, fatte attenzione, perché i 26 riflettori del Palaghiaccio di Varese consumano elettricità, e i gestori di suddetta struttura considerano molto più importante la salvaguarda delle loro tasche (ma forse dovrebbero essere quelle del comune… o sono le stesse… o no?) che la salvaguarda del futuro dello sport a Varese.

Evidentemente qualcosa non va!

Ed è di questo qualcosa che non va che bisogna parlare. Nel momento in cui pochi Euro (perché credetemi, sono proprio pochi, ma pochi davvero) sono più importanti del rispetto allo Sport, del rispetto allo sforzo di decine di genitori che sacrificano ore ed ore del loro tempo libero per lo sviluppo sportivo dei propri figli, per la speranza di vederli un giorno, con orgoglio portare il tricolore sulla maglia; o, più semplicemente,per l’orgoglio locale, quello risvegliato solo pochi mesi fa quando l’Hockey Club Varese ha portato in terre locali lo scudetto delle giovanili, qualcosa non va!

Quando queste enormi preoccupazioni per pochi Euro sono più importanti dei valori dello Sport, allora noi genitori, noi società, noi promotori dello Sport a Varese, perdiamo il controllo, per un attimo forse, ma perdiamo il controllo.

Il nostro è dunque un appello, un appello al Comune di Varese e alla Provincia, un appello a tutte le società che utilizzano la struttura del Palaghiaccio, un appello diretto e senza veli all’assessore allo Sport di Varese, un appello a ritornare sulle vie giuste, dove i VALORI per lo Sport Giovanile siano al di sopra di qualsiasi altro INTERESSE PERSONALE.

Un appello perché le persone che gestiscono le strutture sportive siano persone con Valori simili ai nostri, e non semplici portinai che si preoccupano di far tornare i conti a qualsiasi costo, come si faceva nelle botteghe del dopoguerra.
È ora di evolvere, è ora di alzare la voce, è ora di smuovere il fondo, quel fondo del barile che abbiamo toccato stasera, quando i "gestori" del Palaghiaccio hanno spento la luce sull’Hockey Varesino.

Cordiali saluti ed i migliori auguri sportivi

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 18 dicembre 2006
Leggi i commenti

Commenti

L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di VareseNews.it, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.