Ribolla soddisfatto per la ripresa dei lavori della “diga” sull’Olona

Il presidente di Univa esprime apprezzamento per l’intervento risolutivo di Marco Reguzzoni e dell’assessore Francesco Pintus

«Siamo molto soddisfatti di questo risultato». Così il presidente dell’Unione degli Industriali della Provincia di Varese, Alberto Ribolla, a proposito della notizia riguardante il sì definitivo del Registro Italiano Dighe che dà il via libera alla costruzione del terzo lotto della vasca di laminazione delle piene sul fiume Olona, la cosiddetta “diga” in costruzione a Molini di Gurone.  «Un risultato atteso da oltre venticinque anni – prosegue Ribolla –  e che fino a pochi giorni fa era ancora in forse, dopo l’annuncio che la Finanziaria 2007 aveva previsto il commissariamento dell’ente. Una nuova beffa, dopo i lavori eseguiti negli anni scorsi, ma fortunatamente scongiurata dalla pervicace insistenza del Presidente della Provincia di Varese Marco Reguzzoni, dell’Assessore Francesco Pintus e dei loro collaboratori, cui va l’apprezzamento e il ringraziamento di tutti quegli industriali che hanno la fabbrica lungo le rive dell’Olona e che, negli ultimi decenni, si sono visti più volte danneggiati per le ripetute, tremende esondazioni del fiume. E sono sicuro che la soddisfazione, grande, non giunga solo dagli operatori economici, ma anche dai tanti cittadini che risiedono in valle, perché la fuoriuscita del fiume dagli argini non ha provocato danni solo agli stabilimenti, ma anche alle case, alle strade, ai ponti. Insomma, si tratta di un risultato importantissimo per l’intero territorio bagnato dall’Olona».

Un’opera dunque di grande rilevanza e di interesse generalizzato? «Certamente – sottolinea Alberto Ribolla – basti considerare che i danni provocati, devastanti, sono sicuramente costati più di quanto si sarebbe speso e si spenderà per realizzare l’invaso di contenimento delle piene. Abbiamo calcolato che, in occasione delle  esondazioni degli ultimi trent’anni, si siano prodotti danni per 500 milioni di euro ad abitazioni, imprese, infrastrutture stradali. E ora, dove è mancato lo Stato è intervenuto l’Ente locale, mettendo a disposizione per quest’opera risorse proprie. Il plauso alla Provincia  è dunque duplice».

A Ribolla fa eco Attilio Tronconi, imprenditore di Fagnano Olona e *residente della “Associazione per la tutela del fiume Olona e del suo territorio”, sorta agli inizi degli anni ’80 tra diversi industriali rivieraschi con lo scopo di favorire la costruzione di quelle opere di salvaguardia indispensabili per impedire il ripetersi degli eventi calamitosi. «Nell’inerzia della pubblica amministrazione, fummo proprio noi industriali – ricorda Tronconi – a far effettuare, a nostre spese, gli studi che furono alla base del progetto della vasca di laminazione delle piene e fummo sempre noi a commissionare a degli ingegneri idraulici il progetto. Quest’ultimo fu poi fatto proprio dalle autorità competenti, il Magistrato per il Po e l’Autorità di Bacino. Sono passati, da allora, venticinque anni ma i lavori, dopo essere stati iniziati, si sono interrotti più volte. Nel frattempo, le esondazioni si sono ripetute con sempre maggiore frequenza e maggiore intensità  anche a motivo dei cambiamenti climatici e ciò richiede dunque che gli interventi previsti per contenere le piene vengano finalmente attuati».

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 03 dicembre 2006
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