Sacro Monte, natura e cultura per valorizzare il territorio

Presentato in Comune l'accordo di programma per la "Valorizzazione del Sacro Monte sopra Varese"; in fase di conclusione i lavori a Villa Baragiola

«Si tratta di un primo passo per la realizzazione degli obiettivi della nostra e della scorsa amministrazione» – così Attilio Fontana, sindaco del Comune di Varese, ha introdotto la presentazione dell’accordo di programma per la "Valorizzazione del Sacro Monte sopra Varese". Un accordo promosso nel corso della conferenza preliminare del 3 dicembre 2004 e che prevede la ristrutturazione e il riutilizzo di Villa Baragiola, l’ex seminario arcivescovile di Masnago, per la creazione di un sistema culturale e artistico: oltre ad aree museali ed espositive sarà implementata la collaborazione con l’International Center di ricerca sulla storia e la diversità culturali dell’Università dell’Insubria e con il Centro di documentazione sul Sacro Monte di Varese. Numerosi i soggetti coinvolti: oltre al Comune di Varese, che sosterrà la maggior parte dei costi dell’intervento (la somma totale è 8.545.686 euro), partecipa la Regione Lombardia, la Provincia di Varese, l’Università dell’Insubria, con l’adesione del Consorzio per la Gestione del Parco regionale Campo dei Fiori, la Fondazione Pogliaghi per il Museo Pogliaghi. Oltre alla sistemazione di villa Baragiola, i contributi sono stati destinati anche al Museo Pogliaghi e ad interventi più specificamente rivolti al sacro Monte di Varese.

E’ Massimo Zanello (in foto), assessore regionale alle Culture, Identità e autonomie, a esprimere tutta la soddisfazione della Regione Lombardia: «Si tratta di un vero esempio in cui la cultura sviluppa il turismo e viceversa. Siamo di fronte ad un percorso sacro ma anche culturale che coinvolge alcuni luoghi di devozione, amplificandone il valore e l’identità locale». Soddisfazione anche da parte della Provincia, rappresentata da Giorgio De Wolf, e dell’Università dell’Insubria, con il direttore amministrativo Marino Balzani. L’ateneo parteciperà con un impegno non finanziario ma di ricerca: qui avrà sede, infatti, l’International Center di ricerca sulla storia e la diversità culturali. Presente anche Giovanni Castelli per il Parco Campo dei Fiori, interessato a un’attività che promuove natura e cultura del territorio.

Il Sacro Monte, inserito nel 2003 nell’elenco dei patrimoni dell’Unesco, è il fulcro dell’iniziativa. «Varese ritrova intorno al campanile del Bernascone identità ed eccellenza – sono le parole di Paolo Zanzi, della Fondazione Paolo VI per il Sacro Monte di Varese – in realtà non siamo noi che valorizziamo le ricchezze del nostro territorio, sono loro che valorizzano noi. In particolare vogliamo rivolgerci ai giovani: la nuova struttura deve avere lo scopo di valorizzare il passato, proiettandolo nel futuro». Prossimamente, l’inaugurazione con una mostra documentaria sui Sacri Monti.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 04 dicembre 2006
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