Saronno assediata deve far sistema con il territorio

La Lega Nord giudica l'organizzazione cittadina alla luce dei numerosi ingressi extraterritoriali

Riceviamo e pubblichiamo

150 mila abitanti, 7 stazioni ferroviarie, 1 autostrada, 3 strade provinciali, livelli di inquinamento alle stelle e traffico in tilt: questo in sintesi è il saronnese oggi.
La situazione viabilistica non è certo rosea per Saronno, su cui converge il traffico di tutto il saronnese.
Non vogliamo certo dare tutte le colpe all’Assessore Mitrano, ultimo di una lunga lista di assessori succedutisi negli scorsi decenni, che si sono misurati con
l’annoso problema viabilistico, fallendo tutti miseramente. La soluzione a questo problema, che di anno in anno peggiora sempre più, man mano che si cementifica il territorio sovrappopolandolo ulteriormente, non è certo, nè solo, quella di fluidificare il traffico attraverso un sistema di rotatorie, né quella di restringere le strade rendendole ancora pericolose per le due ruote.

Secondo la Lega di Saronno bisogna fare sistema e ragionare sull’intero
saronnese.

Inutile infatti far spendere alla Regione ingenti quantità di denaro per
sistemare i Tempi della Città, quando ormai per "Città" non si intende più
solo Saronno, ma tutto il saronnese. La cementificazione massiccia ha fatto
di Saronno e del saronnese un unico agglomerato urbano, intervallato solo da
poche aree verdi.

Inutile modificare i Tempi della Città solo per i 37500 cittadini del Comune
di Saronno, quando la nostra città offre una molteplicità di servizi, i cui
fruitori sono in larga parte di fuori Comune.

Basti solo pensare che il 70% degli studenti delle nostre scuole superiori
sono di fuori Provincia, come anche la maggior parte degli abitudinari dello
shopping in centro città, che sotto Natale affollano il nostro Comune. Si
contino poi gli altri servizi che Saronno offre ai saronnesi di fuori
Comune: un grande Ospedale, una stazione ferroviaria importante, lavoro
(soprattutto nel terziario), cultura (teatro e cinema), sport (piscina e
campo sportivo), svago e tempo libero.
Ebbene, ciò vuol dire che 150 mila
persone ruotano su Saronno senza poter usufruire di un sistema di trasporto
pubblico adeguato alle esigenze. Se non fosse così, allora tutti
arriverebbero a Saronno con i mezzi pubblici, senza dover essere costretti a
sacramentare nel percorrere incolonnati le strette strade cittadine.

Se a tutto ciò aggiungiamo i tagli ai finanziamenti da parte dello Stato
centrale, l’impossibilità di gestire i nostri soldi in maniera autonoma,
mancando per adesso sia il federalismo fiscale sia l’autonomia regionale, la
situazione è veramente drammatica.

150 mila abitanti e tutti che arrivano a Sarònn con l’auto. Bisogna fare
sistema con gli altri Comuni e con tutti gli attori del servizio di
trasporto pubblico affinché si faccia un ragionamento complessivo che possa
fornire una valida alternativa al viaggio in automobile.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 09 dicembre 2006
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