Servizi sociali, le povertà “escluse”

Sopra i 20.000 euro annui di reddito non si ha diritto all'assistenza comunale. Ma anche questa cifra può nascondere situazioni di vera difficoltà, denuncia Alberto Grandi (Ulivo)

«Nella città della Lega, per paradosso gli unici ad avere diritto all’assistenza sociale sono proprio gli immigrati; e la tanta gente che ha lavorato una vita qui, e ora campa con pensioni modeste e in tasca appena i soldi per il proprio funerale?» La denuncia arriva da Alberto Grandi (foto), consigliere comunale dell’Ulivo in quota DS, che nell’ultima seduta di consiglio comunale è intervenuto su questo tema, a suo dire ingiustamente trascurato.

«Il problema è che i servizi sociali vengono erogati sulla base delle fasce di reddito, ma queste non dicono tutto. Una persona che risulti percepire oltre 20.000 euro l’anno non ha alcun diritto ad alcun tipo di assistenza. Parlo di persone magari anziane, sole e malate, che hanno l’unica colpa di aver risparmiato per acquistare la casa in cui vivono, e si ritrovano ad avere magri conti in banca che certo non garantiscono un tenore di vita soddisfacente. Parlo di persone come un operaio, di cui conosco la vicenda, che avendo un figlio con problemi psichici e che necessita ancora di cure, lo ha dovuto inviare in una struttura del Comasco con rette da 1800 euro al mese, ed è l’unico a doverle pagare quasi integralmente di tasca propria. Non aveva fatto domanda di assistenza per dignità, però bisognerebbe pensare come venire incontro anche a questi casi».

Insomma, alle povertà assolute, come quella dell’immigrato appena giunto e ancora privo di un reddito, si affiancano quelle "relative" e silenziose di tanti, troppi, anche a Busto, città forse sbrigativamente liquidata come "ricca". Da qui alcuni paradossi e storuture denunciatid a Grandi, che chiede un intervento più attivo e ad ampio raggio dei servizi sociali del Comune – che pure a loro volta, come ogni altro comparto, avrebbero bisogno di risorse e personale aggiuntivo. Come reperire i fondi per ampliare il servizio e far fronte a tutte le necessità? Il consigliere ulivista è drastico nel condannare le scelte della precedente gestione: «Non hanno avuto scrupoli a gettare milionate di euro in opere come le passerelle dei Cinque Ponti o la pista di atletia a Sacconago. Spero bene che in futuro ci si pensi due volte, e si mettano le risorse là dove servono realmente, a beneficio  dei cittadini».

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 22 dicembre 2006
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