«Sono avvilito per l’accaduto, il nostro pensiero va alla famiglia»

Parla Mario Carletti, presidente del Molina, dopo il rogo in cui ha perso la vita l’anziana ospite. “Quanto accaduto non offuschi il lavoro di tutti i giorni”

Non è in grado di fare commenti sulla dinamica dell’accaduto il professor Mario Carletti, presidente della Fondazione Molina: per comprendere le cause della tragedia avvenuta ieri nella stanza 38 della casa di riposo occorrerà attendere i rilievi dei pompieri disposti dalla magistratura. «Per questo l’unica considerazione che oggi mi sento di fare è il profondo sentimento di avvilimento e di dolore che proviamo tutti per quanto accaduto e per l’anziana e per la sua famiglia – spiega al telefono Carletti – con la quale tra l’altro abbiamo un ottimo rapporto. Sembra quasi una beffa il fatto che in una struttura dove si cerca ogni giorno di dare sollievo agli ospiti, sia avvenuto tutto questo. La situazione che ha generato il rogo è al vaglio degli inquirenti. Mi viene da parlare di fatalità, dal momento in cui ogni giorno ci sforziamo al massimo, concentrandoci sul servizio ai nostri ospiti e nel rispetto della legge: impieghiamo materiali ignifughi e a norma. Questa situazione si scontra tuttavia con l’esigenza di non poter proibire agli anziani di creare un ambiente in qualche modo familiare, anche con effetti personali: il Molina non è un ospedale, ma una residenza dove non si possono applicare regole carcerarie».
Parole di elogio Carletti le riserva a quanti sono intervenuti per prestare i primi soccorsi, dopo che l’impianto antincendio ha segnalato il fuoco. «Devo sottolineare il tatto e la sensibilità umana di quanti, dalle forze dell’ordine ai vigili del fuoco e ancora ai sanitari del 118 hanno saputo intervenire con professionalità e con umanità – ha specificato il presidente del Molina – e che hanno svolto un lavoro encomiabile».
Riguardo ai dipendenti vi è la conferma che gli intossicati sono stati dimessi, «anche la donna che ieri destava maggiori preoccupazioni, perché affetta da una malattia cronica della respirazione, rimasta a Tradate per la notte – ha concluso – è stata questa mattina dimessa. E un’altra dipendente, rimasta in osservazione qualche tempo in più rispetto agli altri è uscita ieri sera dall’ospedale di Cittiglio».

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 06 dicembre 2006
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