“Terra e gente”. Una Valcuvia tutta da scoprire

Venerdì sera a Villa Frua è stata presentata l'edizione 2006 della rivista della Comunità Montana della Valcuvia

Come ogni anno, torna sotto Natale il classico appuntamento con la serata di presentazione della rivista "Terra e gente", la rivista culturale edita dalla Comunità Montana della Valcuvia e ormai giunta alla quattordicesima edizione. Quest’anno il volume è stato presentato a Laveno Mombello, nel salone di Villa Frua; a fare da "padrone di casa" dell’evento Ercole Ielmini, sindaco di Laveno: «Perché è stata scelta proprio Laveno? Il 2006 è un anno speciale, celebriamo i 150 anni dalla fondazione della Società Ceramica Italiana, un’azienda che ha fatto la storia nell’economia del nostro territorio. Si tratta di una storia che si proietta nel futuro e appartiene a tutti, un patrimonio collettivo; oggi la Società Ceramica non esiste più, ma possiamo riscoprirla al Museo della ceramica di Cerro». Pare non siano mancate critiche sulla location della serata: in ottobre si era creato un piccolo "caso diplomatico", quando sul retro del gonfalone della provincia di Varese, in rappresentanza della Comunità Montana della Valcuvia, era stato scelto proprio lo stemma di Laveno e non quello di Cuveglio, sede ufficiale della Comunità Montana. Venerdì si è tenuta anche la classica consegna delle borse di studio della Comunità Montana della Valcuvia, per studenti universitari e delle superiori.

"Terra e gente", come sottolineato da Marco Magrini, presidente della Comunità Montana della Valcuvia, citando la prefazione del primo numero, vuole proporsi come «una rivista culturale dedicata a tutti quelli che vogliono conoscere il territorio della Valcuvia, non solo per gli addetti ai lavori». Il quattordicesimo numero si presenta come un’edizione speciale: Paolo Carnevali, giornalista del Corriere della Sera, ha rievocato gli anniversari del 2006, ognuno dei quali trova spazio in un contributo della rivista. «Oltre al centocinquantesimo anniversario della Società Ceramica, quest’anno si celebrano i cinquant’anni dalla creazione del "borgo dipinto" di Arcumeggia, ricordati nel volume anche da una bellissima galleria fotografica, e i vent’anni dalla morte di Piero Chiara, il grande scrittore originario di Luino. A questo proposito, in "Terra e gente" troviamo un intervento di Serena Contini, coordinatrice del comitato di redazione, che ha ritrovato un elzeviro del Corriere della Sera in cui Chiara parla della Valcuvia, criticando anche la cementificazione selvaggia di Cuveglio dell’epoca».

Non è possibile non ricordare gli artisti cui la Comunità Montana della Valcuvia – e non solo – deve moltissimo: ad Albino Reggiori, noto ceramista lavenese scomparso da pochi mesi, "Terra e gente" ha dedicato la copertina (nell’immagine sopra, Tabernacolo chiuso di Reggiori), mentre uno studio di Anty Pansera ha raccontato l’esperienza artistica di Antonia Campi, designer di importanza internazionale che ha lavorato per anni alla Società Ceramica di Laveno. La Campi, presente venerdì sera, ha dedicato ai 150 anni della ceramica lavenese un’opera unica, disponibile in 150 pezzi.
Infine, un intervento speciale da parte di Giuseppe Armocida, presidente della società italiana di Storia della medicina e docente all’Insubria: «Da classico viaggiatore di provincia, mi sono trovato un giorno a passare per la Valcuvia in Lambretta, e a Duno ho scoperto per caso il Tempio al Medico d’Italia: si tratta dell’unico santuario del genere presente in Italia, un capitolo di storia straordinario su cui è calato il silenzio». La seconda parte di "Terra e gente" 2006 è proprio dedicata agli atti del convegno di Storia della Medicina tenutosi il 2 luglio 2005 presso l’eremo carmelitano di Cassano Valcuvia.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 16 dicembre 2006
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