Tigrotti beffati a due minuti dallo 0-0

Un gol di Bagnara, forse in fuorigioco, regala ai novaresi un successo che vale oro per la classifica, ma punisce oltremisura una discreta Pro Patria

Se la prima pillola della "cura Dominissini" era stata dolce come il miele, la seconda è amara come il fiele e rovina il Natale a tifosi, giocatori e dirigenti. Un 1-0 incassato a due minuti dal termine è duro da mandar giù. Il mister biancoblu, con stoica fermezza, si limita a uno «spiace perdere così» ma apprezza la prestazione della squadra, apparsagli in crescendo. «La strada intrapresa è quella giusta, ne sono convinto. Stiamo migliorando, dobbiamo ancora affinare la capacità di finalzizare il gioco» riassume Dominissini, andando a toccare quello che ormai è un nervo scoperto – da tempo la coppia del gol Artico-Temelin ha le polveri bagnate. Per i tigrotti vacanze cortissime: si lavorerà anche questa settimana, c’è tanto da mettere a posto, e un morale da ricostruire.

La cronaca –

Assenze pesanti soprattutto per gli ospiti (Tramezzano, Valtolina, Ticli) alle prese con una sfiga ormai cosmica in fatto di infortuni; ma anche il Novara deve rinunciare a Ciuffettelli, uomo-gol a Padova, pizzicato dal giudice sportivo. In campo moduli speculari del tipo 4-4-2, con la Pro Patria che sperimenta Giani a centrocampo. Partono bene i tigrotti, per venti minuti quasi padroni del campo: la squadra gioca tranquilla e come sa, sfruttando le buone qualità di Ambrosetti e De Cristofaro sulle fasce. Sugli spalti anche un pugno di ultras biancoblu a scaldare l’atmosfera, tra cori e sfottò reciproci e lanci di petardi da far crollare l’impianto. Al 1′ è Perfetti di testa a impensisere l’esperto Micillo mandando di poco a lato su punizione di Ambrosetti; cinque minuti dopo il portiere novarese devia in angolo una punzione ancora di Ambrosetti, e sull’angolo Temelin spreca una buona palla in area cercando un compagno che non può arrivarci. Poi, la grana Citterio diventa reale: il difensore, già in forse, esce in barella dopo dieci minuti di gioco, sostituito da Biava; e Giani se ne torna in difesa. L’arbitro Zanardo di Conegliano e i suoi collaboratori Roccasalvo e Scilla cominciano a farsi "apprezzare" dalle tifoserie per la serie di piccoli errori, più o meno equamente distribuiti, che caratterizzerà l loro operato fino al gol finale: rimesse laterali attribuite ingiustamente, falli non visti, falli di confusione inesistenti, eccetera. Al 16′ l’occasione d’oro degli ospiti con una punizione rasoterra di Artico, deviata da Bresciano (migliore dei suoi, con Matteassi) che finisce giusto fra le gambe di Micillo. La fase offensiva della Pro Patria si esaurisce verso la mezz’ora con Temelin che aggancia di tacco in area e si gira mandando a lato; poi sale in cattedra il Novara. Fra 31′ e 32′ Arcari, fin lì inoperoso, ha il suo da fare: Max Vieri sfugge a Giani, scivolato, e mette in mezzo, Matteassi tira, rimpallato, Bresciani spara su Arcari che respinge a pugni uniti; sull’angolo infine la zuccata di Ludi centra in pieno la traversa. Al 35′ è ancora Bresciano, servito da Vieri, che grazia clamorosamente Arcari con un tiro fiacco facilmente respinto. Nel finale da registrare il nervosismo di De Cristofaro, ammonito (nell’intervallo Dominissini lo rimpiazza con Marino) e un’occasione per Ambrosetti fermato da Ludi in angolo.

La ripresa vede un Novara deciso a tenere il pallino del gioco, e una Pro Patria colpevole di puntare al pari e di rinunciare ad attaccare a fondo. Subito pericolosi i padroni di casa su punzione dalla lunetta di Morganti, che Vecchio devia in angolo. Al 55′ Biava spizza di testa su suggerimento del valido Ambrosetti, a lato di poco. Poco dopo appare sulla curva novarese un doppio striscione di criptica intepretazione: "Schiavo di Milano, servo di Varese, sei una m… legnanese". Che tifosi locali e bustocchi abbiano finalmente trovato qualcosa che li mette d’accordo? Tornando al match, in campo si vivacchia: il Novara predomina, ma con poco costrutto. Al 65′ Artico, lento e macchinoso, si fa ammonire per una gomitata data saltando, mentre il Novara avvia i cambi con Lorenzini per Paoli e in seguito Bagnara per Espinal, la mossa vincente. Poco dopo Matteassi scalda le mani ad Arcari con una sberla dal limite, e quando anche Candrina (buona la sua prestazione) è costretto alla "candrinata" da cartellino giallo dall’ennesima incursione di Bresciano il pubblico novarese si scalda e ci crede. Dopo una facile punizione di Morganti presa a terra da Arcari e una micidiale incursione in area fermata da un recupero prodigioso della difesa biancoblu, al 75′ è panico in area bustocca per una palla rimessa in mezzo da Ludi che balzella davanti ad Arcari , smanacciata e calciata via in qualche modo fino al classico fischio per fallo di confusione. C’è ancora il tempo per Vecchio di guadagnarsi una sciocca ammonizione calciando via il pallone, poi, quando già si pregusta il punticino utile, a seguito di un’azione d’attacco ospite che sembrava viziata da un fallo su Temelin, un rilancio pesca il possente Bagnara tutto solo – e forse in fuorigioco. L’attaccante novarese, in campo da pochi minuti, aggancia, si libera in qualche modo di Perfetti e spara dentro di sinistro dando il via libera alla festa novarese. L’ultimo sussulto della Pro Patria è un colpo di testa a lato di Giani. Finisce così, con molto rimpianto, una partita che sembrava nata bene.

Il tabellino –

Novara-Pro Patria 1-0 (0-0)

Novara: Micillo, Morganti, Paoli (Lorenzini 65′), Bonfanti, Coletto, Ludi, Matteassi, Brizzi (cap.), Max Vieri, Bresciani, Espinal (Bagnara 78′).
All. Luigi Sacchetti.

Pro Patria: Arcari, Candrina, Imburgia, Giani, Perfetti, Citterio (10′ Biava), De Cristofaro (46′ Marino), Vecchio, Artico (cap.), Ambrosetti, Temelin. All. Loris Dominissini.

Arbitro: sig. Zanardo di Conegliano, coadiuvato dai guardalinee sigg. Roccasalvo e Scilla.

Ammoniti: De Cristofaro, Artico, Candrina, Vecchio (PP); Bagnara (N).

Angoli: 5-3 per il Novara.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 23 dicembre 2006
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