Traffico e mobilità ciclopedonale, a Cassano tutto tace

Legambiente fustiga l'immobilismo dell'amministrazione in materia di sostenibilità ambientale

Riceviamo e pubblichiamo

Risparmio idrico ed energetico a Somma Lombardo e Morazzone, “Piedibus” a Daverio ed Olgiate Olona, promozione dell’uso della bicicletta nella Comunità Montana della Valcuvia. Nei giorni scorsi la Provincia di Varese ha premiato con un totale di 40.000 euro cinque progetti eco-compatibili nell’ambito dei bandi di Agenda 21. Ciò non sarà sufficiente a salvare il mondo, ma intanto si tratta di un passo verso quella svolta culturale necessaria per andare, non solo a parole, nella direzione di un’auspicata sostenibilità. 

E a Cassano Magnago? Qui succede, invece, che la nostra associazione si proponga quale possibile partner per la presentazione di un progetto tramite il quale accedere ai citati finanziamenti senza che nessuno tra sindaco ed assessori (politiche di bilancio e rapporti con l’azienda speciale, attività educative e cultura, politiche del territorio) ai quali era stata rivolta la domanda lo scorso luglio si sia degnato di fornire una risposta. In barba, una volta di più, alla tanto sbandierata disponibilità a prendere in considerazione le proposte di associazioni e cittadini. 

Al di là della scarsa correttezza di chi avrebbe l’obbligo di fornire risposte e troppe volte non lo fa, la vicenda, pur nell’esiguità dei finanziamenti disponibili, ha il sapore dell’occasione perduta. Già, perché è sufficiente dare uno sguardo alla città per capire che un progetto di sostenibilità, anche a livello educativo, non avrebbe certo guastato.  

Pensiamo ad esempio alla viabilità che vede Cassano Magnago sempre più simile ad una giungla di asfalto dove vige darwinianamente la legge del più forte (camion, fuoristrada, autovetture e motocicli nell’ordine), mentre per ciclisti e pedoni si prospetta l’estinzione. La realtà, purtroppo, è che in quattro anni e mezzo di governo l’Amministrazione Comunale in carica non è stata in grado di produrre una sola idea innovativa di un certo rilievo nella direzione auspicata di una mobilità sostenibile. La situazione è andata anzi peggiorando mese dopo mese, anno dopo anno e ormai per la così detta “utenza debole” della strada (ciclisti, pedoni, disabili, persone con passeggino, anziani e bambini) il territorio è off-limits. 

Lo scorso luglio, durante un incontro avuto in comune sulle barriere architettoniche, avevamo appreso direttamente dall’assessore alle politiche del territorio dell’intenzione di realizzare qualcosa di importante per i pedoni nei pressi del centro cittadino. Il proposito ci era sembrato buono, ma poi all’atto pratico cosa abbiamo visto? Un paio di strisce tratteggiate con tanto di sagoma stilizzata di un omino. Codice della strada alla mano si potrà anche parlare di percorso riservato ai pedoni, ma ciò non toglie che restano due righe disegnate per terra, incapaci di proteggere chicchessia. Qualcosa, insomma, a cavallo tra l’inutile e l’incomprensibile. Verrebbe da ironizzare sul fatto che forse nel magazzino comunale c’era un barattolo di vernice inutilizzato, ma purtroppo c’è poco da scherzare, soprattutto per il pedone cassanese costretto, quando si sposta su gran parte del territorio cittadino, ad affrontare un vero e proprio percorso ad ostacoli anziché potersi muovere in un ambiente sicuro e vivibile, come sarebbe diritto di tutti. 

Servirebbero coraggio, idee, voglia di fare, ma forse da queste parti è come chiedere la luna.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 13 dicembre 2006
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