Treni e programmazione per battere il traffico

Le proposte di Rifondazione comunista contro il proliferare di tangenziali, centri commerciali e megasvincoli che rendono sempre più problematica la viabilità del Saronnese

Traffico vicino al collasso, inquinamento alle stelle, progressiva sparizione di ogni spazio verde. E’ un quadro desolante quello tracciato sabato da Rifondazione comunista di Saronno nel corso di una conferenza stampa sulla mobilità nel Saronnese convocata per lanciare una serie di proposte mirate ad uscire da una situazione che va aggravandosi sempre più.

«Partiamo dall’assunto che nel sud della provincia servono nuove infrastrutture per la mobilità di persone e merci – spiega Gianpaolo Livetti, capogruppo di Rifondazione cominista in Consiglio provinciale – Però si illude chi pensa che le nuove infrastrutture da realizzare sono quelle finalizzate al trasporto su gomma. Ma in provincia di Varese c’è purtroppo una mancanza assoluta di strategie sulle infrastrutture e inoltre è completamente sbagliata la filosofia: le infrastrutture vengono pensate per “servire come motore di rilancio dello sviluppo economico della provincia” mentre nessuno si preoccupa della mobilità della popolazione locale benché, ogni giorno, più di 110.000 abitanti escano dalla provincia per recarsi al lavoro».

«E’ importante anche gettare uno sguardo alla trasformazione del nostro territorio: le fabbriche sono ormai un lontano ricordo mentre avanza sempre di più il terziario e i servizi.  Malpensa con il suo indotto di passeggeri e traffico merci in espansione esponenziale, la fiera Rho-Pero, la chiusura dell’Alfa di Arese con al suo posto un grosso centro di logistica, altri centri logistici o di scambio intermodale già operativi (Origgio), in costruzione (Cantalupo) previsti nei PRG (Caronno Pertusella) – sostengono gli esponenti di Rifondazione – Il saronnese è inoltre una delle zone europee con la più alta concentrazione di grande distribuzione. Il primo problema è quindi quello capire quale futuro si prospetta per il nostro territorio. Il saronnese ed il basso varesotto rischiano di diventare un agglomerato urbano omogeneo alla periferia di Milano e una piattaforma logistica al servizio del trasporto merci, nodo di scambio flussi intercontinentali da e per l’Europa. A questa logica sono funzionali tutti i progetti di nuove strade. Altrettanto logica conseguenza è che il territorio è destinato a diventare una camera a gas con poco lavoro, precario  e poco qualificato. A livello del Saronnese e in tutto il Basso Varesotto si sta verificando la tendenza  a costruire  tangenziali e tangenzialine che anziché ridurre il traffico finiscono per aumentarlo e per creare “nuove opportunità”, sempre nella direzione dell’occupazione di nuovo territorio (capannoni, centri commerciali, ecc) il cui numero è certamente eccessivo».

Una tendenza che sta portando, quale logica conseguenza, a "mangiare" le poche aree verdi rimaste, che costituiscono l’unico e l’ultimo polmone verde sopravvissuto a questi anni di sviluppo troppo rapido.

«La sostenibilità del trasporto nel nostro paese passa attraverso una nuova opzione politica che riconosca il valore ambientale delle zone verdi rimaste e la bassa qualità urbana delle nostre città – dice Giovanni Bonometti, segretario provinciale di Rifondazione comunista – Per questo diciamo no alle grandi opere per dirottare le risorse a vantaggio del trasporto locale e metropolitano, ridurre il trasporto su gomma per puntare su ferrovie e strade del mare, e soprattutto intermodalità, ossia iniziare a pensare il sistema dei trasporti come a un tutt’uno».

«A livello locale  è necessaria una seria programmazione integrata da parte dell’amministrazione provinciale per non congestionare totalmente e irreparabilmente la zona, aggravando i problemi di traffico, inquinamento e salute delle persone residenti – aggiungono i resposabili saronnesi del partito –   Ed è  soltanto nella   salvaguardia delle ultime aree  agricolo boschive che risiede questa ultima possibilità: non  ve ne sono altre! Serve quindi una concertazione, un tavolo di confronto sulla mobilità dell’intero saronnese che ponga al centro interventi finalizzati al riequilibrio modale, allo sviluppo dell’intermodalità e dell’integrazione dei modi e dei mezzi di trasporto. Ogni nuova opera viaria deve essere preventivamente sottoposta a valutazione ambientale vincolante. Il confronto promosso dalle istituzioni (Provincia e Comuni) deve coinvolgere i cittadini, le associazione ambientaliste e i comitati ambientali della zona. E’ inoltre opportuno coinvolgere le amministrazioni provinciali ed i comuni delle Province limitrofe che gravitano sul saronnese. Infine è  necessario bloccare qualsiasi nuovo insediamento o ampliamento della grande distribuzione ».

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 04 dicembre 2006
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