“Un freno alla continua edificazione è necessario”

Giampaolo Busellato commenta i risultati del consiglio comunale aperto del 20 dicembre scorso

Riceviamo e pubblichiamo 

Durante il Consiglio Aperto alla cittadinanza di Cavaria con Premezzo, vi è stata offerta una riflessione su molti temi, uno in particolare a me caro: quello della  tutela del territorio dal punto di vista della nuova edificazione, sofferta dal Paese di Cavaria con Premezzo.

Le aree dimesse, di merito vanno recuperate e su questi interventi necessari  non c’è nulla da obbiettare, ma nel caso di Cavaria e Premezzo le aree edificate si moltiplicano, soprattutto quelle di nuova edificazione.

Insieme ai presenti, crediamo sia opportuno ribadire ancora una volta il nostro punto di vista quello che: “si debba mettere freno in qualche modo alla continua edificazione, anche a fronte di un Piano Regolatore che purtroppo concede tutto e troppo”.

Possiamo rilevare in prima persona e denunciare, noi, non lo abbiamo redatto questo piano, ma ci esponiamo  a porre la questione che riguarda, cosa e come si tutela l’ambiente dove i nostri figli  crescono.

Dovrebbero essere nel contempo gli organi preposti, politici ma anche economici, se hanno chiaro il loro obbiettivo; l’interesse a preservare un ambiente vivibile anche socialmente con il verde che necessita in qualità e prevalga nella quantità del territorio, dove si edifica in un luogo preciso, nel contempo non si edifica dove esiste una pressione di contesto urbano più che sufficiente o sul torrente a disprezzo di un territorio compromesso in passato.

Il cittadino delega la classe politica e in molti casi si fida, delle scelte della  maggioranza  è comunque dovere del consigliere comunale, dell’assessore,  adempiere agli obblighi che si è assunto, quando ha scelto  l’impegno politico.

Il suo tempo prezioso deve essere speso soprattutto a favore della tutela del bene di una comunità, in questo caso, a nostro parere, il suo bene  prezioso è il suo territorio che va tutelato, salvaguardato, dagli speculatori e dalle speculazioni che sembrano proprie e legittime nell’interesse di chi pretende di porre le questioni economiche, al di sopra della salute dell’ ambiente, della salute di tutti, di questo Paese già super inquinato e atrofizzato.

Porre solamente lo sviluppo economico personale, le proprie questioni di utile investimento, al centro degli interessi e della vita del territorio, risulta opposto agli stessi interessi di qualsiasi paese  nel caso di Cavaria e Premezzo che esiste nella sua struttura essenziale in pochi chilometri quadrati.

Ognuno dei suoi cittadini vorrebbe  speculare, riuscendo in ogni caso a farlo, complice questo Piano Regolatore , non si intuisce chi, e come, si sia deputati ad intervenire, per favore raccontatemi che debba essere l’amministrazione comunale a  farlo.

Nel dire che “la questione edilizia con tutte le varianti  è sfuggita di mano a chi era demandata”, purtroppo rinnovo una sofferta denuncia, altre volte sollevata, di insensibilità di tutti gli organi e dei cittadini ai temi ambientali, indicando le gravi responsabilità di chi conosceva bene la questione, di chi ha redatto il Piano Regolatore, colui che sempre avuto  ben presente la pressione delle Lobby dei piccoli e grandi proprietari privati , quelli che premono su un territorio che vuole aggiungere abitanti ad un fazzoletto già saturo, per voler ancora  costruire e illudersi come si è fatto poi citando, a propria discolpa   “abbiamo fatto, come si è fatto a Gallarate , Cassano e altri paesi vicini dove ancor più si costruisce”, ma non per questo crediamo che le loro scelte, siano territorialmente, economicamente più compatibili con il bene della comunità , pur disponendo di un territorio ben più vasto, questi comuni, queste città, sembra abbiano scelto una via ancor più infelice.

La nostra impressione ci allontana ancor di più da queste comuni scelte che oso dire, solo scellerate. Costruire costruire e ancora costruire, in un territorio saturo da tempo, privo di una coscienza, intesa a salvare quel che resta del suo territorio, non ci sembra vada negli interessi di una qualsiasi comunità. 

Giampaolo Busellato

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 27 dicembre 2006
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