Una vita intera scorre davanti ad un capanno da caccia

Esce "Il Capanno" di Carlo Banfi. Storia di un vecchio cacciatore che metre aspetta il suo animale da cacciare si fa scorrere davanti tutta la vita

Dalla prossima settimana nella edicole del luinese, il romanzo di Carlo Banfi, dal titolo “Il Capanno”, pubblicato dalla Editing Edizioni Narrativa di Treviso. Nel romanzo, il capanno è la postazione da cui un vecchio cacciatore osserva, nell’attesa di un evento che forse può anche non accadere. Il suo sguardo fruga, indaga, vicino e lontano, nello spazio e nel tempo. E’ soprattutto la natura ad emergere, così cara al suo cuore; ma all’anziano protagonista non possono sfuggire le orme della vita dei suoi simili e si sofferma con apparente semplicità a descriverli, a presentarceli bonariamente palpitanti nel loro quotidiano.

La trama narrativa è molto esile ma esiste comunque un filo conduttore preciso che è la memoria del protagonista, che trascorre le ultime ore del tramonto nel capanno di caccia, in attesa del passo delle cesene. Passato e presente si intrecciano e l’anziano rivive, negli ultimi istanti di questa sera , i momenti e i volti dei suoi giorni, della sua e della vita di tutti. Balza con evidenza il ricordo della guerra che ha trascorso come partigiano; apparentemente la narrazione scivola sugli affetti, sui sentimenti; c’è però una direi discreta ricostruzione storica di alcuni aspetti, minimi, di quella variegata realtà, che ancora oggi suscita accese polemiche. Viene evidenziato il Movimento di “Giustizia e Libertà” dei fratelli Carlo e Nello Rosselli, con l’anima combattiva del Partito d’Azione.

Traspare la difficile sintonia tra il C L N, soprattutto dell’Alta Italia, e le forze inglesi. Emerge il difficile dialogo tra le anime politiche della resistenza; dialogo che esisteva, malgrado tutto. Compaiono le deportazioni e lo sterminio di massa, confermati già dagli stessi giornali clandestini di allora; la guerra che non si chiude il 25 aprile e il contributo che l’esercito partigiano offre nel controllo del territorio, in attesa degli Alleati. Il tempo presente è animato dalla vita di un paesino delle Prealpi Lombarde, vicino al confine svizzero, con il tempo scandito dalla natura e dal rapporto dei suoi abitanti con essa. Si evidenzia l’abbandono della montagna, la difficoltà a trovare lavoro, soprattutto per i giovani. Appare una natura che va salvaguardata e che ricambia con semplici soddisfazioni, di fronte ad amorevoli cure ed attenzioni, quando ci sono.

Non può mancare il tema degli affetti, che durano e a volte si infrangono, come capita ovunque ma questo porta il protagonista al senso della fine, del dramma che può essere imminente. Sembra , comunque, aver scelto bene, come gli dirà il suo stesso comandante partigiano: “Sciarparossa tu vai sempre bene, ringiovanisci anziché invecchiare. Mi sa che il merito è tutto di quella ragazza che hai conosciuto…”; e quella decisione maturata sul finire della guerra gli addolcirà anche questi tristi presagi, dopo che lo ha accompagnato per tutta una vita.

Le tecniche narrative sono molteplici e si avvalgono di registri stilistici diversi; il più evidente è quello della regressione al parlato del personaggio del momento, con evidenziata la sgrammaticatura o con la riproduzione della cadenza dialettale. Dominante è il monologo del protagonista.
L’indiretto libero, con pindarici trapassi, rende più palpitante la partecipazione del lettore, tingendola di un piacevole naìf. La voce narrante rare volte è dello scrittore; generalmente è quella del vecchio cacciatore o di chi dialoga con lui. Non manca l’ironia che stempera la difficoltà di alcune pagine, per renderle più fluide ed accessibili alla lettura.

Carlo Banfi è nato nel 1949 a Caronno Pertusella in Provincia di Varese.
Laureato in lettere presso l’Università Cattolica di Milano con una tesi in Storia del Giornalismo, ha insegnato Italiano e Storia nelle scuole superiori della Provincia di Varese. Coniugato con due figli, vive a Brissago Valtravaglia presso Luino sul lago Maggiore. Nel 1992 è stato tra i finalisti del Premio “Candoni” con il radiodramma “La fuga” e nel 1993 si è classificato al primo posto nel Premio Letterario”Atheste” con il romanzo inedito “Sogno d’estate”.

Il romanzo è disponibile, per ora, a Laveno presso l’edicola della Stazione Nord. Inoltre lo si può trovare a Cittiglio, a Cuveglio e nel Luinese presso le edicole che espongono il manifesto pubblicitario.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 21 dicembre 2006
Leggi i commenti

Commenti

L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di VareseNews.it, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.