Unioncamere: la “Paperone” d’Italia è Bolzano

La capitale delle Dolomiti si conferma la provincia più ricca. Quarantaseiesimo posto a Varese e maglia nera a Crotone

Con un Pil di oltre 36 mila euro per abitante Bolzano si conferma la provincia più ricca d’Italia e aumenta, seppur di poco, il distacco da Crotone, l’ultima in classifica. Sul podio si posizionano poi Milano e Bologna, seguite da Modena, Parma, Firenze e Aosta.

Quarantaseiesimo posto invece per Varese che con più di 25 mila euro di prodotto interno lordo per abitante si piazza circa a metà della graduatoria. È quanto emerge da una recente indagine condotta da Unioncamere-Istituto Guglielmo Taglacarne sulle dinamiche del valore aggiunto delle province italiane nel periodo 2003-2005. In media, il valore della ricchezza prodotta da ogni italiano nel 2005 è stato pari a  24.152,13 euro.

In valori assoluti, vale a dire riferiti all’intera economia di ogni provincia italiana, a produrre di più è Milano, seguita molto da vicino da Roma (con un pil totale pari all’85,5% di quello della capitale lombarda) e, a grande distanza, da Torino (che realizza il 44,5% della ricchezza prodotta ogni anno sotto la Madonnina). Tra le prime dieci province in valore assoluto spiccano poi alcune realtà più piccole come Brescia al quinto posto, Bergamo all’ottavo, Bari al nono e Verona al decimo, tutte da tre anni nella stessa posizione di classifica. Buona posizione anche per Varese che con un Pil di oltre 21 mila euro si posiziona al sedicesimo posto alle spalle di Venezia e Treviso.

Nell’anno della crescita “zero”, le cose sono andate in modo molto diverso sul territorio: in 7 province (Brescia, Imperia, Latina, Parma, Rieti, Taranto, Trapani) il Pil provinciale totale è addirittura cresciuto a ritmi superiori al 5%, con punte del 7,5% a Trapani del 7,1% a Latina e del 6,3% a Brescia.

«Il ritratto che abbiamo davanti – ha detto il presidente di Unioncamere, Andrea Mondello – è quello di un sistema in cui la provincia più ricca genera un valore aggiunto pro capite oltre due volte e mezzo più elevato di quella più povera. Non possiamo e non vogliamo rassegnarci a questa idea di Paese. Occorre mettere a frutto la congiuntura positiva che stiamo attraversando con politiche adeguate sia per recuperare il grave ritardo che accusa il Mezzogiorno, sia per rimuovere i vincoli infrastrutturali che riducono la competitività di tante aree del Nord. Il sistema delle imprese – ha aggiunto il presidente di Unioncamere – ha le potenzialità per spingere il Paese fuori da questi squilibri, ma occorre favorirlo facendo tre cose: alleggerendo il peso del fisco; sostenendo i processi di aggregazione tra piccole e medie imprese; restituendo dignità e rispetto a chi fa impresa».


di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 28 dicembre 2006
Leggi i commenti

Commenti

L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di VareseNews.it, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.