Zanardi e il dottor Costa incantano Villa Soldati

Presentato su iniziativa di Max Papis e Biagio Maglienti il libro scritto a quattro mani dal pilota e dal leggendario medico del Motomondiale

«Sono un ottimista, quando mi è capitato l’incidente ho pensato: beh, in fondo sono ancora vivo». Alessandro Zanardi, a Barasso per presentare il suo libro “Alex guarda il cielo” (foto), si racconta al numeroso pubblico che è venuto ad ascoltarlo a Villa Soldati. All’incontro,  voluto dal giornalista di SkyTv Biagio Maglienti e dal campione barassese di automobilismo Max Papis, ha partecipato anche il dottor Claudio Costa, il leggendario medico responsabile della clinica mobile del Motomondiale nonché coautore del libro.

Un appuntamento intenso, con racconti di vita da parte di persone che storie da raccontare ne hanno molte. «Siamo qui per ascoltare delle fiabe» afferma infatti Maglienti nell’introdurre gli ospiti. Tra una dichiarazione d’amore di Papis per la sua Barasso gli aneddoti del dottor Costa, i riflettori sono però tutti per Alex Zanardi, un monumento alla forza di volontà, un inno alla voglia di vivere. «Dovrei stare fermo su un divano, invece corro ancora e faccio una vita praticamente normale» afferma il pilota bolognese. È una storia fantastica, la sua, vittima di un drammatico incidente nel 2001 che gli ha portato via le gambe. Per qualcuno era già un miracolo che fosse  sopravvissuto, lui non è neppure su una sedia a rotelle; cammina sulle sue protesi, aiutato dalle stampelle. «Mi hanno aiutato la fede e la forza di volontà – spiega – il momento più duro è stata la riabilitazione dopo l’operazione: una volta che i medici hanno fatto il loro dovere tocca a te dimostrare dove puoi arrivare. Io sono sempre stato uno determinato, quando mi dicevano che avevo il 50% di possibilità davo la cosa per fatta».

Il suo ultimo libro (aveva già scritto "Però… Zanardi da Castelmaggiore") racconta proprio di questa grande forza che scaturisce dal desiderio di farcela, dalla voglia di raggiungere un obiettivo. «La dedica è per tutte quelle persone che inseguono un sogno – conclude Zanardi – per tutti coloro che amano quello che fanno e cercano di vivere secondo i propri valori e le proprie passioni»

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 19 dicembre 2006
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