Abusivismo e violenza nei quartieri popolari: una piaga nella ricca Milano

La denuncia dei sindacati inquilini: “Gli abusivi sono oggi più di 5.000. Incomprensibile l’immobilismo del Comune"

“Nella lotta all’abusivismo sempre più sfrontato e massiccio riteniamo che fra la tolleranza zero attuata dal Comune e che nulla ha risolto e fra chi paventa sanatorie generalizzate e del tutto sterili possa esserci una terza via da percorrere: quella che distingue fra occupazione per disperazione” .
Stefano Chiappelli e Mario Savy, rispettivamente Segretario Generale SUNIA Milano e Segretario Generale UNIAT Milano, marciano compatti nella lotta all’abusivismo e all’occupazione criminale delle residenze di edilizia pubblica, “fenomeni che – come hanno più volte ricordato quest’oggi, lunedì 23 aprile, presso la sede UIL di Milano – hanno raggiunto dei livelli tali da essere ormai una piaga insostenibile per la Città di Milano”.
“Dagli ultimi dati del 2006 – ha specificato Chiappelli – risulta che le occupazioni abusive nelle residenze di edilizia pubblica abbiano raggiunto quota 5.000. Un fenomeno che diventa di giorno in giorno sempre più incontrollabile e che porta ad una squalifica della città sia nella percezione che i cittadini hanno delle istituzioni sia nell’immagine offerta ad investitori e operatori economici, per i quali il sistema Milano rischia di apparire meno appetibile proprio per  i problemi di sicurezza ed ordine pubblico cui non vengono date adeguate risposte”.
Secondo SUNIA e UNIAT, dei 5.000 fenomeni di abusivismo al momento registrati solo una piccola parte sarebbero attribuibili a persone con contratto “provvisorio non confermato” o a inquilini in attesa di conferma dell’alloggio perchè legati da vincoli di parentela con soggetti (molto spesso anziani) deceduti o trasferitisi. “I casi più frequenti – specificano Chiappelli e Savy – sono quelli di chi occupa un appartamento sfondando la porta, e che spesso dà poi vita ad un vero e proprio fenomeno di racket segnalando, solitamente per una cifra attorno ai 2000 euro, altri alloggi vuoti nelle immediate vicinanze. Spesso, fra l’altro, molti degli occupatori abusivi sono già titolari di case di proprietà, e utilizzano il nuovo spazio acquisito per dare vita a vergognose operazioni di subaffitto”.
Per risolvere il problema una volta per tutte sono due le proposte sul tavolo di UNIA e SUNIAT: prevenire le occupazioni abusive e intervenire sulle situazioni esistenti. Nel primo caso attraverso una politica di assegnazione degli alloggi maggiormente attenta e tempestiva – ad oggi sono circa 4.500 gli alloggi disponibili ma non assegnati – , nel  secondo caso attraverso un immediato censimento degli attuali occupanti abusivi che consenta di distinguere gli episodi di reale necessità da quelli legati solo ed esclusivamente alla violenza e alla criminalità .
“La nostra proposta – ha sottolineato più volte Savy – nasce come risposta all’immobilismo mostrato in questo senso negli ultimi anni dalla maggioranza alla guida del Comune, e vuole portare al raggiungimento di quattro semplici ma fondamentali obiettivi: una sicurezza stabile in periferia e nel centro storico, un’adeguata vivibilità, una conservazione del decoro e un maggiore rispetto della legalità e della tutela sociale. Noi, come sindacati, siamo disposti a metterci in gioco. E a collaborare con Prefettura, Questura, Comune e Regione all’attuazione di un progetto concreto e che consenta, una volte e per sempre, di evitare che la violenza prevalga sulla legalità garantendo la sicurezza e il rispetto verso tutti quei cittadini che hanno affrontato le liste di attesa e la burocrazia per ottenere una casa nel rispetto delle regole”.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 23 aprile 2007
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