Accam, un piano industriale da 25 milioni di euro

I programmi fino al 2019: si mira a ristrutturare i forni, potenziare l'efficienza e la produzione energetica e ridurre le emissioni inquinanti

Accam rilancia la sua attività con un nuovo piano industriale: si tratta di una svolta importante, che dovrà impostare l’operato della società per i prossimi undici-dodici anni, ossia fino alla prevista chiusura dell’impianto nel 2019, come disposto dalla convenzione siglata con Busto.

L’appuntamento di oggi in commissione ambiente ha visto il presidente di Accam Sergio Parini, il direttore Pier Giorgio Cominetta e il consigliere d’amministrazione Roberto Belloli presentare il business plan ai commissari.  È stato il sindaco Farioli ad insistere, nell’ultima assemblea della società, perchè si desse ai commissari il tempo materiale di esaminare le proposte del CdA. Che poi la convocazione ai commissari stessi fosse arrivata non prima di ieri, come ha fatto notare Audio Porfidio abbandonando la seduta, per lui «non valida», dopo aver ascoltato la complessa relazione, e che in vista della prossima assemblea di Accam del 16 aprile, quando è previsto il voto sul documento, il tempo non basti per approfondire, è un altro paio di maniche.

Nella sostanza Accam prevede un robusto investimento pari a 25 milioni di euro per un ammodernamento complessivo dell’impianto, tale da potenziarne l’efficienza e la produzione di calore (teleriscaldamento) e di elettricità, riducendo al contempo le emissioni inquinanti: il tutto senza aumenti di tariffe. Per Accam sola sarebbe impossibile farsi prestare con mutuo la cifra necessaria: da qui la previsione di affidare tramite gara la gestione tecnica dell’impianto, inclusi gli investimenti necessari e i lavori, ad una grossa azienda con esperienza nel settore, che dovrebbe costituire ad hoc una cosiddetta società di scopo. A quest’ultima parteciperebbero quanto prima le ex municipalizzate e i Comuni interessati, fino, in pochi anni, a ripagare il privato dell’investimento e trovarsi con un sistema di gestione dei rifiuti rinnovato, chiavi in mano e pubblico, dalla raccolta allo smaltimento. Nel frattempo a Lonate Pozzolo sorgerà un compostaggio che renderà del tutto autonoma per lo smaltimento dei rifiuti quest’area dell’Alto Milanese.

Un’operazione complessa quella di Accam, basta sui concetti di leverage e project financing. Da un lato la necessità assoluta di ammodernare un impianto invecchiato e non all’altezza del rifiuto differenziato, ad alto potere calorifico; dall’altro la data-limite del 2019. Qualche dubbio resta tra gli osservatori, ad esempio: mettere in atto il teleriscaldamento per Borsano e la zona industriale, come previsto, equivale a mettere radici sul posto. Chiudere ed andarsene dopo aver messo in opera un simile sistema, destinato per definizione a durare decenni, appare insensato. In più c’è chi, come Corrado (PRC), per principio non vede di buon occhio l’intervento di soggetti privati: ma finanziariamente pare che non ci sia scelta.

Due note a margine della seduta della commissione ambiente. È circolata una lettera scritta più di un anno fa alla direzione di Accam da un dipendente dell’azienda, che lamentava il mancato rispetto delle norme sulla corretta gestione e smaltimento dei rifiuti. «I controlli ci sono: l’Arpa li esegue ogni mese, la provincia ogni tre» riferiscono Parini e Cominetta; «problemi certo ci sono stati, ma in passato (vedi operazione Grisù e precedenti; il dossier redatto dal dipendente risaliva al 2004. Forse qualcuno che non ha più appigli o cartucce da sparare ha voluto tirare fuori questo documento». Fatti già da tempo all’esame dei magistrati, comunque. Infine, da segnalare la presenza in sala di figli e nipoti degli anziani residenti di via Gioberti, he annunciano di aver "girato" alla Procura una segnalazione sui lavori in corso per collegare le Nord e le FS e i danni provvocati. Benchè non fosse all’ordine del giorno discutere di questo problema il sindaco, dopo aver battibeccato con il consigliere di Rifondazione Corrado che li aveva convocati, ha promesso agli interessati di incontrarli quanto prima, pur ribadendo che sarà molto difficile trovare soluzioni pratiche.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 05 aprile 2007
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