Acqua, servono 400 milioni di euro entro l’estate

Valutati gli investimenti per gli acquedotti. Ma chi li farà? Smussato il piano d'ambito "troppo" liberista

Ci costerà 400 milioni di euro la lotta alla grande sete. Per aggiustare gli acquedotti, le fognature e adeguare i depuratori.  Soldi che pagheremo, probabilmente, con un aumento delle tariffe nelle nostre bollette. E visto che i politici ci chiederanno un piccolo sacrificio, sono in molti a chiedersi che cosa stia accadendo nella gestione degli acquedotti, e perché questi investimenti, in aprile, non siano ancora stati fatti.
Ieri, martedì, si è svolta una importante riunione del comitato ristretto dell’Ato, l’autorità dell’acqua che raccoglie tutti sindaci del territorio e la Provincia. Il coordinatore dell’autorità, Franco Taddei, di fronte a una manciata di sindaci giunti in rappresentanza di tutti i primi cittadini, ha fornito la valutazione dei soldi che occorrono (circa 95 milioni per i depuratori, circa 90 per l’emergenza idrica, 220 per riparare le reti, fognature e altri interventi minori).

Per attivare gli investimenti bisogna che l’assemblea dei sindaci dell’Ato approvi il piano d’ambito.  Ieri forse qualcosa si è sbloccato, perché il comitato ristretto di martedì ha proposto uno smussamento del carattere liberista del piano, inviso a  una trentina di comuni. I ribelli  si oppongono all’obbligo di dare in gestione il servizio idrico tramite gara (previsto dalla legge regionale), e vorrebbero avere la possibilità di effettuare l’affidamento diretto. Contro la legge regionale è attivo un ricorso del governo che potrebbe anche modificare le cose.  Eliminando il riferimento alla legge regionale, si potrebbe ottenere il voto favorevole di tutti i comuni. Una volta approvato il piano, il passo successivo sarebbe la realizzazione della società patrimoniale che avrà in carico la proprietà degli acquedotti e il via agli investimenti.
Ma le incognite non mancano. A chi toccherà la presidenza della patrimoniale? Potrebbe riaccendersi lo scontro tra i partiti a cui già si assiste in Aspem. Scontro di potere tra Lega e Forza Italia, su un tema, l’acqua, che già adesso oppone i due partiti: il carroccio si è infatti espresso più volte contro il carattere liberista della legge regionale invocando la parola d’ordine "acqua bene pubblico", in questi giorni utilizzata da Rifondazione comunista.
Intanto all’ultima riunione il presidente della provincia Reguzzoni e l’assessore Pintus non erano presenti. Circostanza che viene pubblicamente criticata dal coordinatore provinciale della Margherita Alessandro Alfieri che sottolinea come la Provincia non possa abdicare al ruolo di guida di questo processo.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 04 aprile 2007
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