Alterlist: «Dare sostanza alla partecipazione»

Meno promesse e più fatti da parte dell'amministrazione: quetso chiede l'associazione, attivatasi sull'urbanistica ma non solo

Riceviamo e pubblichiamo

Nel corso degli ultimi mesi abbiamo posto, in più occasioni, alla attenzione dell’Amministrazione e della cittadinanza il tema della partecipazione dei cittadini nei processi di determinazione delle scelte urbanistiche e delle politiche in genere.

Abbiamo condotto, insieme all’associazione Unaltralombardia, un esperimento di progettazione partecipata dal titolo Pezzi di piazza, che aveva come focus la querelle della riprogettazione di piazza Vittorio Emanuele. Questa esperienza ha raccolto oltre che il favore di numerosi cittadini un’apparente interesse da parte della pubblica amministrazione. Il giorno successivo all’evento conclusivo, infatti, il sindaco dichiarava pubblicamente l’interesse ad incontrare le nostre associazioni per un confronto sul tema.

A tutt’oggi quell’incontro non ha ancora avuto luogo.

Avevamo poi proposto emendamenti alla convenzione ACCAM tesi a finanziare progetti locali dal basso, da proporre ed attuare dalle organizzazioni cittadine. Come è noto proponevamo lo stanziamento di 100.000 euro, finanziamento che al sindaco era parso troppo esiguo per una cosa tanto importante. Quindi furono rigettati gli emendamenti con impegno del sindaco al raddoppio del finanziamento. Ad oggi non se ne è saputo più nulla.

Abbiamo salutato con interesse ed entusiasmo l’annuncio dell’avvio di un’Agenda 21 locale, auspicando la più ampia e seria partecipazione. Da lì in poi il silenzio.

In compenso, sabato mattina scorso, siamo stati invitati dall’assessore Reguzzoni, insieme a alcuni rappresentanti dei quartieri, ad una cordiale chiacchierata sul documento relativo ai piani integrati di intervento. Questo incontro risultava propedeutico ad una più ampia comunicazione e condivisione con la cittadinanza. Peccato che questa sera il documento vada alla votazione del consiglio comunale.

Apprezziamo gli sforzi dell’Amministrazione per avviare logiche partecipative nella gestione della “cosa pubblica”, ma contemporaneamente ravvisiamo una certa approssimazione. Ci piace pensare che sia espressione di interesse e buona volontà. Ci piacerebbe constatare fosse sostenuta con l’attenzione e le competenze che merita un processo così delicato e complesso.

Non vorremmo dover osservare che gli sforzi intrapresi dall’Amministrazione conducono, magari involontariamente, a una strumentalizzazione del concetto di partecipazione, ingenerando sentimenti di sfiducia e di ancora maggior distanza dal Palazzo.

Auspichiamo quindi che alle dichiarazioni meritorie di intenti segua un reale, pensato e voluto processo partecipativo.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 02 aprile 2007
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