Antonella Ruggiero: quando il musical ha un buon sapore

Ieri sera la grande interprete ha incantato il pubblico di Gallarate, grazie alla sua passione e a grandi musicisti

Dare una nuova veste ai grandi classici del musical di Broadway, trasformandoli in uno spettacolo di sola musica e voce, senza perderne la magia. Una sfida complessa, che sembra quasi trasgredire la natura dello stesso musical, ma anche una sfida di quelle che si affidano solo a chi ha il talento necessario.

Di sicuro Antonella Ruggiero è una di queste persone. Così ieri, venerdì 27 aprile, l’interprete ha incantato e stupito il pubblico del Teatro Condominio Vittorio Gassman di Gallarate, con il suo "Qattro passi per Broadway". Con gran classe è salita sul palcoscenico, preceduta dalle note di "Tonight" (West Side Story), pronta a cantare e ben conscia dell’altissima aspettativa.

«La musica è nella mia natura e quindi per me è qualcosa di immediato»: così Antonella Ruggiero si era confessata in una nostra intervista a poche ore dello spettacolo, e la conferma è arrivata. Lei ormai non è più solo un interprete, ma tratta realmente la sua grande voce come uno strumento, al quale si dedica da anni con dedizione, e del quale ha fatto scoprire al pubblico ogni sfumatura.

Così si è passati dalla sensualità di "The Man I Love" (Lady Be Good) e "Summertime" al brio divertito di "Bewitched" (Pal Joey) e "If I Were A Rich Man" (The Fiddler on the Roof). La voce della Ruggiero sa essere morbida e soffice ("Somewhere", West Side Story), aerea e leggera ("Over The Rainbow", The Wizard of Oz), ma anche acuta e potente, fino a raggiungere traguardi da brivido (come nella chiusura di "I Get A Kick Out Of You", Anything Goes).

Ma al di là della precisione estrema della tecnica dell’interprete, cosa decisamente assodata, l’altro aspetto interessante dell’esibizione di ieri sera è stata la scelta fatta per gli adattamenti. Sul palcoscenico con la Ruggiero, come sempre, c’erano grandi strumentisti, per i quali lei ha sempre avuto una forte ammirazione: gli Arkè String Quartet, Phil Drummy (fantastico nel suo repertorio di fiati, cioè sax, flauto, flauti etnici, didgeridoo, cornamusa melodica) e Ivan Ciccarelli (che ha dato brio ai brani, con percussioni, steel drum e metallofono). A questi si aggiungevano i particolari strumenti suonati dalla stessa cantante, in grado di ricreare alla perfezione i suoni della natura.

La passione per la musica classica e per l’etnica della Ruggiero è cosa nota, ma vedere queste due anime applicate ai classici del musical di Broadway è qualcosa di veramente originale. Azzardato, qualcuno direbbe, ma quando queste operazioni le fanno artisti d’alta caratura tutto funziona. Così "Don’t Cry For Me Argentina" (Evita) sembra spostarsi dall’ambientazione della Casa Rosada agli immensi paesaggi rurali della stessa Argentina, ma l’impressione del viaggio, musicale e paesaggistico, ha permeato tutto lo spettacolo.

A vedere il programma dei tour di Antonella Ruggiero, si rimane stupiti. In questi giorni sta affrontando tanti progetti diversi, dalla musica degli alpini al repertorio italiano del primo ‘900, e poi ancora musica sacra, oltre a questo Broadway. Poi la si ascolta, e si capisce che come qualsiasi strumento, una voce ben addestrata può cantare realmente di tutto. E con tanta sperimentazione, tutte queste sue genuine passioni musicali sembrano trovare in ogni brano un matrimonio perfetto. Impossibile da inquadrare in un genere, quella di ieri sera era musica fatta da gente capace, perfetta, vere note come non si sentono più così spesso. Non perché il pubblico sia superficiale, altrimenti non si spiegherebbe tutto il calore e l’emozione della serata gallaratese.

Qualche grazie sincero ad ogni applauso, un doppio bis che ha lasciato ancor più spazio all’improvvisazione ed al brio, con una voce divertita ma soprattutto appassionata. E poi Antonella Ruggiera, l’interprete e strumento, ha salutato il pubblico. Questa ennesima tappa del suo viaggio musicale vale una cornice di diamante, ma domani si penserà già alla prossima sfida.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 28 aprile 2007
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