Ascom ricorre al Tar contro il prg di Laveno

E' la prima volta che avviene a livello associativo. E per il 23 aprile parlerà anche agli altri piccoli amministratori in un convegno

A Laveno non serve un centro commerciale, ne ha già fin troppi nei dintorni. Per questo, e con questo punto di partenza, Ascom ha deciso di firmare il ricorso al Tar contro la variante al Prg del comune che disciplina la materia commerciale di quel territorio. Una “prima volta” importante, come associazione: così da far sentire il peso dell’azione collettiva, sociale, dopo tanti ricorsi già firmati nel passato da singoli commercianti e “rimandati al mittente”.

“Abbiamo deciso di entrare come Ascom in questa vicenda perché dal territorio sembrava chiaro venisse un grido di aiuto – ha spiegato Antonio Besacchi, coordinatore del tavolo sindacale di Uniascom – Perchè nessuno pensa che a Laveno ci vogliano altri centri commerciali, mentre tutti pensano che ci sia invece un centro da salvaguardare e una rete commerciale già ben formata da preservare”.

Una reazione forte, che chiama in causa il sistema giudiziario amministrativo, ma che non vuole chiudere le porte ad un dialogo tra commercianti e amministrazione comunale “Malgrado il ricorso al Tar, pensiamo di avere delle buone possibilità di riuscire a dialogare con il comune, come rappresentanti dei commercianti di Laveno – ha precisato Besacchi -. E, in ogni caso, reputiamo con questa iniziativa di avere fatto un servizio alla rete commerciale già esistente”.

Il servizio reso ai commercianti già al lavoro nella cittadina in riva al lago Maggiore è innanzitutto quello di riportare il dialogo urbanistico all’interno delle regole del buonsenso, stando all’opinione – da esperto – dell’architetto urbanista Claudio Scillieri: “L’iniziativa su Laveno è nata all’interno di un lavoro di monitoraggio delle situazioni della pianificazione commerciale nelle varie realtà amministrative della provincia di Varese – precisa infatti Scillieri – E la situazione della cittadina dipinta dalla variante urbanistica al prg ipotizzata dal comune, ci è sembrata abnorme. Per certi versi era un lavoro carente e per altri anche fuorviante della realtà: come per esempio l’affermazione che non esistano centri commerciali raggiungibili in meno 40 minuti da Laveno: io ne ho contate almeno 12, due delle quali raggiungibili in meno di dieci minuti. Ed è in base a ragionamenti come questi o altre analisi superficiali, che viene sostenuta la necessità di un centro commerciale”.

Scilieri, a questo proposito, ha un’opinone precisa “Sono convinto che dietro a queste richieste e varianti ci siano più interessi immobiliaristici o fondiari che non di tipo più strettamente commerciale. Varianti del genere infatti non pensano al futuro delle vendite del commercio, nessuna persona seria lo farebbe: un nuovo centro commerciale farebbe solo un bagno di sangue nel settore. Ma della sua validità invece qualunque immobiliarista sarebbe pronto a parlarne: non foss’altro perché l’innalzamento del valore dell’area sarebbe immediato”.

“Quello del rapporto tra piccoli comuni e grande distribuzione è un problema che ci preoccupa seriamente – ha precisato Sergio Bellani, segretario generale Uniascom – Per questo per il 23 aprile abbiamo organizzato un convegno diretto alle piccole amministrazioni, che hanno terreni agricoli e magari bisogno di un po’ di liquidi per l’urbanizzazione: non vogliamo criminalizzarli, capiamo le loro esigenze, ma vogliamo che si crei la consapevolezza che spesso paesi piccoli, con uno scarso numero di cittadini consumatori incidono con le loro scelte sulle molte realtà circostanti”.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 12 aprile 2007
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