Ballardin: “Poco potere strategico a province e comuni”

L'intervento del consigliere in consiglio provinciale a sostegno del voto contrario al piano di coordinamento approvato dalla maggioranza

Riceviamo e pubblichiamo l’intervento di Gianpietro Ballardin, capogruppo dell’Ulivo – Alleanza per la Provincia in consiglio provinciale a sostegno del voto contrario espresso dal centrosinistra al piano di coordinamento approvato ieri a Villa Recalcati.  

La legge regionale 12 evidenzia, così come indicato da Livetti nel suo intervento una serie importante di carenze che si evidenziano in particolare modo nell’incapacità di fornire ai comuni, in particolare modo a quelli di piccola dimensione, elementi precisi di indirizzo nello sviluppo del territorio in specifico riferimento alla redazione degli strumenti di redazione dei PGT. Allo stesso modo le province vengono, nel loro ruolo strategico depotenziate, in quanto su indirizzi strategici di sviluppo quali la mobilità di interconnessione: ferrovie, malpensa le soluzioni di deflusso delle merci ecc. si impedisce alle province di esprimere una serie di pareri vincolanti e inerenti la definizione di soluzioni a competenza territoriale. Mancano poi una serie di fondamentali strumenti di  accompagnamento, i provvedimenti attuativi, che a breve distanza  dalla previsione del 2009 anno in cui va completata la redazione dei PGT, non sono ancora stati predisposti dalla regione Lombardia. Parlo dello strumento di valutazione ambientale dei piani, della definizione dei criteri e delle modalità per la pianificazione nei piccoli comuni, la definizione degli strumenti che considerino e indirizzino gli interventi di edilizia bioclimatica finalizzati al risparmio energetico, le determinazioni di governo dei costi di costruzione oggi soggetti ad una frantumata azione di applicazione, la definizione dei criteri sulle commissioni paesaggio ecc. Quello di cui però si rileva quale grave mancanza è la predisposizione del documento di piano territoriale regionale come documento principale di governo degli indirizzi urbanistici che rimane ancora ad oggi nella sua continua fase di annuncio ma che non rileva concreta disponibilità politica di applicazione, probabilmente per una serie di veti politici che attraversano continuamene la condizione di maggioranza regionale di centro destra e che come si evidenzia anche nella relazione di Livetti ha portato ad una approvazione  risicata nei numeri della legge regionale 12 che pure aveva un abbondante e sufficiente condizione di maggioranza.

Questo pone in evidenza, se mai ve ne fosse ancora necessità, le gravi carenze della legge 12 che depotenzia con i suoi gravi limiti la necessità che il PTCP della provincia di Varese possa assumere il ruolo di indirizzo e di visione strategica degli indirizzi di crescita territoriale così come richiesto da un documento a visione di scala ampia quale deve essere il  PTCP della provincia di Varese. A seguito di queste carenze il pur pregevole lavoro a cui mi associo agli interventi che mi hanno preceduto nel formulare i miei ringraziamenti e apprezzamenti per quanto metodologicamente compiuto, viene ridotto alla presa d’atto delle condizioni  con limiti sulle valenze prescrittive  di  paesaggio. Speriamo in questo senso in un lavoro regionale che motivi al superamento delle divisioni e che in linea con le coerenze che qui si vogliono manifestare da questa maggioranza, che ricordo non è diversa da quella regionale,  sappiano trovare soluzioni ad un diverso impianto normativo delle regole del territorio con una visione strategica di alto profilo tendente a superare la condizione di parte in grado di preservare l’autonomia dei comuni e delle province e di coniugare il controllo edilizio sulle trasformazioni urbane con la tutela e la salvaguardia dell’ambiente. In questo, a mio avviso, il ruolo della politica misura la sua capacità di governo superando nel merito le condizioni di sovrapposizione utilizzando i limiti degli strumenti attuali come condizione provvisoria al lavoro di definizione delle nuove regole, che consentono alle province e ai comuni di lavorare su strumenti di reale indirizzo alla salvaguardia e allo sviluppo della condizione territoriale , nel primo caso esercitando i poteri posti dalla capacita di una visione strategica ampia che consideri le condizioni del nord e del sud dei territori e le sue notevoli implicazioni territoriali, in secondo luogo consentendo ai comuni un ragionamento di prospettiva che non li costringa a lavorare con il vincolo degli oneri di urbanizzazione anche per poter far fronte al mantenimento della minima necessità amministrativa ma in un ragionamento di comune indirizzo in grado di coordinare la crescita in una visione di sostenibilità territoriale quale risorsa generale posta a beneficio di tutti la popolazione e i comuni della nostra provincia.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 12 aprile 2007
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