Barbara Vergani è stata liberata

La ragazza rapita nella notte di sabato è libera. I rapitori avvevano richiesto quattro milioni di euro per il riscatto

Barbara Vergani è stata liberata. I suoi rapitori l’hanno rilasciata in serata nei pressi di Ghemme, un paese dell’alto Novarese a poca distanza dal luogo d l sequestro. Nel pomeriggio si era svolta una lunga riunione degli inquirenti e delle forze dell’ordine che aveva portato alla decisione di bloccare i patrimoni dei Vergani. Decisione che si sarebbe rivelata vincente nel rapporto con i rapinatori, una banda non di specialisti.

La giovane ventiquattrenne era stata rapita nella notte tra sabato 31 marzo e domenica 1° aprile, nei pressi di Novara. La giovane, figlia di un noto imprenditore di Miasino, piccolo centro del Cusio presso Orta. Il padre, Carlo, ha un’impresa edile. I rapitori si erano già fatti vivi nella notte e più avanti nella giornata, chiedendo un riscatto di quattro milioni di euro.

L’allarme era scattato subito a Borgomanero. Alla locale stazione dei carabinieri era giunta una segnalazione di una aggressione ad una automobilista. Sul luogo indicato era stata trovata la Peugeot 206 abbandonata ed aperta appartenente alla ragazza, costretta a fermarsi, secondo i testimoni, da una Golf bianca su cui viaggiavano i quattro banditi che l’hanno immobilizzata e poi portata via, dileguandosi in direzione di Novara e del vicino casello della A26.

Per affrontare l’emergenza era stata formata una task force con la Direzione centrale anticrimine della polizia, i comandi dei carabinieri di zona, della provincia e di Torino, le Squadre Mobili della polizia di Novara e di Torino, il responsabile della Direzione distrettuale antimafia Maurizio Laudi, con i suoi sostituti Onelio Dodero e Anna Maria Loreto.
Le prime indagini si sono rivolte verso gli ambienti di lavoro di Carlo Vergani, titolare della Cusiana costruzioni. Proprio sul cancello dell’impresa edile era stato ritrovato un foglio dattiloscritto con la prima richiesta di riscatto.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 01 aprile 2007
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