Bisogno e disagio aumentano. Anche a Cassano, nonostante tutto

Riceviamo e pubblichiamo una nota dell'Ulivo sui servizi sociali

Riceviamo e pubblichiamo 

In questi ultimi giorni la stampa locale ha dato notizia di una serie di vicende che testimoniano di quanto l’area del bisogno e del disagio sociale sia ancora diffusa, anzi di quanto vada sempre più ampliandosi. E questo, anche in una città come Cassano Magnago, in cui i servizi offerti alle persone in difficoltà sono sempre stati di alto livello  e tuttora rappresentano un vanto per la nostra comunità.

Abbiamo appreso del caso di una “ragazza-madre” che, con due  figli, non riesce a trovare un lavoro e un’abitazione adeguata, nonostante il suo caso sia seguito dai nostri servizi sociali.

Nagli stessi giorni, la Caritas cassanese ha dovuto lanciare un appello ai privati cittadini che hanno delle possibilità, affinché vengano messi a disposizione alloggi da affittare a prezzo contenuto e siano offerti posti di lavoro, anche a tempo parziale, per le persone -sempre più numerose – che sono prive di occupazione.

Infine, abbiamo saputo delle condizioni disumane in cui alcuni abitanti delle case popolari di via Confalonieri sono costretti a vivere, tra topi e sterpaglie.

Purtroppo, queste notizie non esauriscono la moltitudine di casi reali,  di persone che si rivolgono ai servizi sociali o alle associazioni di volontariato ed assistenziali cassanesi : altre 4 donne sole con figli, una quindicina di famiglie monoreddito che non ce la fa ad arrivare alla fine del mese, oltre 60 famiglie cassanesi che hanno fatto richiesta di una casa popolare, una quarantina di famiglie in lista d’attesa per un posto al nido comunale…. Questi sono solo alcuni dei dati ufficiali che ci dicono che l’attenzione delle istituzioni nei confronti di chi non ce la fa non è mai abbastanza.

Ma questi dati ci dicono anche che la sempre più vasta area del bisogno e del disagio non può essere contenuta con le sole forze di un Comune (pur tradizionalmente attento come il nostro) che non avrà mai risorse sufficienti per farvi fronte. Occorre attivare tutte le sinergie possibili (Comune, Provincia, Associazioni di volontariato, ecc.) per monitorare ed intervenire con quanta più efficacia e tempestività possibili.

E ciò dimostra anche che un Comune come il nostro, che non naviga certo nell’oro, non può permettersi il lusso di spendere 390.000 euro all’anno per premiare tutti coloro –anche i più ricchi-  che hanno già messo al mondo due figli: non ci stancheremo mai di ripetere che quei soldi sarebbero meglio spesi se fossero indirizzati verso quei servizi e quelle forme di sostegno mirate il cui bisogno si avverte sempre più forte.

Ecco perché, oggi ancor più di qualche settimana fa –quando se ne è parlato in Consiglio comunale- risulta evidente l’attualità di alcune nostre proposte :

            disponibilità di alloggi da dedicare all’ospitalità temporanea di chi ne necessita,

            creazione della figura del “custode sociale”, che svolga opera di mediazione tra gli inquilini, e tra questi e l’Aler e/o il Comune,

            attivazione di un tavolo di confronto tra Comune, Provincia e Aler per un piano straordinario di edilizia residenziale da destinare alla locazione non speculativa: anche alla luce del nuovo Piano del Governo del Territorio cassanese e del Piano di Coordinamento Territoriale Provinciale di prossima adozione da parte della Provincia,

          più stretto rapporto tra lo sportello “InformaLavoro” e i Centri per l’Impiego (ex-uffici di collocamento) finalizzato alla più completa informazione sui posti di lavoro disponibili, ma anche alla promozione di progetti di orientamento al mondo del lavoro diretti ai più giovani,

            sostegno anche economico da parte del Comune verso associazioni come Caritas o ACLI che con la loro attività riescono ad attenuare almeno in parte le necessità dei più bisognosi.

 

E’ così che davvero si dà sostegno alla famiglia. Occorre fare presto, però. Non dobbiamo dimenticare, infatti, che in questa città – in base ad una sciagurata scelta politica inaugurata dalla Lega Nord nel 1994 e poi avvallata da tutto il centrodestra – non viene costruito un alloggio di edilizia popolare da oltre una dozzina di anni.

Nel frattempo, le condizioni di alcune delle case popolari realizzate negli anni ’70 ed ’80 (non tutte, per fortuna) si vanno facendo sempre più critiche e nessun amministratore serio può lavarsene le mani appellandosi a competenze che sarebbero di altri.

Soprattutto da parte di chi amministra, la solidarietà non può essere espressa solo a parole: servono scelte politiche ed atti conseguenti che –grazie alla professionalità delle nostre assistenti sociali- possono rivelarsi molto efficaci. A patto che non vengano sprecati altro tempo ed altro denaro preziosi.  

Luigia Puricelli Banfi

candidato Sindaco de “l’Ulivo-Insieme per Cassano Magnago”

Andrea Giorgetti

capolista de “l’Ulivo-Insieme per Cassano Magnago” al Consiglio comunale

Francesco De Palo

candidato dell’Ulivo al Consiglio provinciale

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 24 aprile 2007
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