Cambia l’approccio nei sistemi di gestione ambientale

I consigli agli imprenditori del settore di Massimo Cassinari, responsabile dell’ICMQ di Milano nell’Assemblea del Gruppo merceologico “Materiali da Costruzione, Estrattive e Cave”di Univa

Dalla gestione passiva dei problemi ambientali, ad una attiva: più che un’esigenza, un’opportunità per le imprese che operano nelle cave, nelle operazioni estrattive e nel campo dei materiali da costruzione. Di questo ne è convinto Massimo Cassinari, responsabile dell’ICMQ, l’Istituto Certificazione e Marchio Qualità dei Prodotti delle Costruzioni di Milano, che questa sera è intervenuto all’Assemblea del Gruppo merceologico del settore dell’Unione degli Industriali della Provincia di Varese che si è tenuta nella sede di Busto Arsizio dell’associazione di categoria.

“La maggior parte delle vostre aziende – ha spiegato Cassinari agli imprenditori – ha la necessità di gestire i problemi ambientali, ma normalmente l’atteggiamento è di intervenire in modo occasionale, passivo”. Si mette mano alle cose, solo quando “sorge un ostacolo, quando ci si accorge che dietro l’angolo c’è una norma che sta per entrare in vigore”. Con conseguente spreco, è stato l’avvertimento del responsabile dell’ICMQ, di energie e risorse. Quello che occorre alle imprese è, invece, “l’adozione di un sistema di gestione ambientale che modifichi profondamente le abitudini legate a questi temi, che devono essere affrontati con una  visione attiva, un approccio più sistematico e pianificato”. Vivere giorno per giorno, improvvisando gli interventi, non paga. Anzi, “il rischio è di non avere mai la situazione sotto controllo, con la conseguente costante minaccia di dover subire multe salate, che possono arrivare anche a migliaia di euro. E solo per delle distrazioni o delle dimenticanze nel rispettare le scadenze”.

Costi da evitare, ha continuato nella sua relazione Cassinari, partendo da “un profondo esame della propria situazione”. Un primo passo al quale deve seguire “l’impegno per il rispetto delle leggi attraverso un programma studiato per migliorare continuamente l’impatto che la propria attività ha sull’ambiente”. Quella che si chiama pianificazione. Da applicare, secondo l’esperto, non solo per evitare delle sanzioni: “A trarne beneficio sarà la competitività della stessa impresa”. Gli effetti positivi potrebbero andare dalle nuove opportunità di mercato, all’incremento del valore patrimoniale. Dall’immagine che si acquisisce nei confronti dell’esterno, ai risparmi derivanti dall’efficienza ambientale. Passando per i migliori rapporti con le autorità di controllo, al più facile accesso ai finanziamenti, alla soddisfazione degli azionisti.

Non solo, un problema che spesso gli imprenditori devono gestire è quello dei rapporti con i cosiddetti “vicini di casa”, i residenti che abitano nelle zone limitrofe alle cave o alle attività estrattive. “L’adozione di un sistema di gestione ambientale studiato e costante – ha assicurato Cassinari – potrebbe portare anche a sciogliere questo nodo, spesso portatore di intoppi nel lavoro di tutti i giorni”.

Come raggiungere tutti questi obiettivi? “Sicuramente attraverso l’organizzazione di un programma di formazione che coinvolga il personale ad ogni livello. Tutti, all’interno dell’azienda, si devono sentire responsabilizzati sul fronte ambientale. Dal primo lavoratore, all’ultimo”.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 19 aprile 2007
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