«Cinque anni di proposte per la città»

Stefano Quaglia si ricandida a consigliere comunale con l'Ulivo: «si è costruito troppo, e lo dicevo già in tempi non sospetti»

Riceviamo e pubblichiamo

Dopo cinque anni passati in consiglio comunale ritengo doveroso rendere conto del mio operato alla città.

Stare all’opposizione non è stato certamente un compito facile, ma ciò non mi ha impedito di vigilare sull’operato della giunta Cozzi e di portare avanti proposte per Legnano.

Cinque anni fa avevo detto che avrei lavorato per far conoscere quando accade a Palazzo Malinverni, e così fra le tante iniziative è nato il sito internet www.stefanoquaglia.it . Uno strumento con il quale ho sempre voluto far conoscere ai cittadini cosa facevano gli eletti in consiglio comunale.

Devo dire che vigilare sull’operato di questa amministrazione non è stato facile, di bastoni fra le ruote me ne hanno messi davvero tanti. Mi hanno accusato di far perdere tempo agli uffici, addirittura mi hanno impedito di visionare le deliberazioni della giunta comunale prima della pubblicazione, ma recentemente il Consiglio di Stato ha ribadito il diritto di accesso a tutti gli atti per i consiglieri comunali, a tutela dei cittadini rappresentati. Quindi avevo ragione io, ma guardate cosa si sono inventati pur di ostacolarmi e non mettermi al corrente delle decisioni del sindaco e degli assessori!

Sono tante le proposte che ho portato avanti dal 2002 a oggi, qualcuna ha anche trovato il favore della maggioranza. Ricordo fra queste l’obbligo di effettuare misurazioni annuali sui campi elettromagnetici prodotti dalle antenne dei telefoni cellulari, oppure la necessità di far riprendere le pubblicazioni del periodico comunale.

Fra le tante mie richieste cadute nel vuoto ricordo quella di agevolare i giovani nell’acquisto della prima casa: la lapidaria risposta dell’amministrazione comunale è stata quella di invitare i giovani a mettersi in lista per una casa popolare! Non posso poi tralasciare le infinite battaglie con l’ex assessore all’urbanistica Tomasello: ho contrastato in ogni modo le tante varianti urbanistiche da lui portate avanti, e ora i fatti mi danno ragione, perché basta alzare gli occhi per vedere le colate di cemento che si stanno abbattendo su Legnano.
Un’altra vicenda in cui l’amministrazione non mi ha mai voluto ascoltare è il quella di razionalizzare le antenne: avevo preparato una bozza di nuovo regolamento per limitare l’installazione delle antenne, che a Legnano è consentita ovunque. Mi sono sentito rispondere che il nuovo regolamento era incostituzionale, nonostante io avessi preso spunto da norme già vigenti altrove.

Insomma la mia attività di consigliere di opposizione, insieme a quella degli altri consiglieri di minoranza, ha voluto essere di controllo e di proposta.

Il 27 e 28 maggio mi candiderò ancora nella lista dell’Ulivo a sostegno di Rosaria Rotondi, e se i legnanesi mi vorranno ancora in consiglio comunale non mancherò di impegnarmi ancora. In particolare, come da programma della nostra candidata sindaco, mi batterò perché a Legnano si dia un drastico taglio alle volumetrie. Si è costruito troppo, ora basta, la città sta diventando davvero invivibile. Soprattutto, bisogna costruire un progetto strategico di sviluppo per Legnano e il suo territorio, perché non possiamo diventare il dormitorio di Milano.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 17 aprile 2007
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