Comune-Rsu ai ferri corti

Assemblea pubblica dei dipendenti comunali che chiedono il mantenimento del fondo incentivante per la produttività sui livelli del 2005

Scontro aperto tra amministrazione gallaratese e Rsu (Rappresentanze sindacali unitarie) del Comune. In una lunga e partecipata assemblea i dipendenti comunali sono tornati a chiedere la revisione del fondo incentivante per la produttività, decurtato secondo le sigle sindacali di circa 300 mila euro. Diversa la posizione dell’amministrazione comunale, che rivendica il diritto di tagliare il fondo (secondo palazzo Borghi tagliato di molto meno), vista l’assenza di nuovi servizi a giustificare gli stanziamenti e visto che il bilancio 2006 è chiuso: «Se ne riparlerà nel 2007 – spiega Filippo Ciminelli, segretario comunale di Gallarate -. La nostra posizione è simile a quella di molti altri Comuni in tutta Italia: il prossimo anno si effettuerà una riorganizzazione generale e cercheremo di trovare incentivi per i lavoratori meritevoli. I sindacati, o almeno una parte di essi, non vuole capire che non sono premi automatici, ma sono destinati a chi raggiunge obiettivi e risultati». 

Dal canto loro le Rsu protestano e indicono un nuovo sciopero, probabilmente per la prima settimana di maggio, dato che gli scorsi due sono stati cassati dal Consiglio di Stato: due ore davanti al municipio per chiedere il mantenimento del fondo al livello del 2005, ma non solo. Infatti sono tante le questioni sul piatto, a cominciare dalle diverse interpretazioni sul contratto da applicare, fino alle esternalizzazioni, largamente utilizzate dal Comune e criticate dalle Rsu: «Non hanno convenienza economica per l’amministrazione – spiega Paolo Schiavone, rappresentante di AlCobas -, i dipendenti sono spostati da una parte all’altra senza avvertire, manca la trasparenza, i lavoratori fanno più ore e prendono meno e la qualità ne risente. Abbiamo proclamato lo sciopero due volte, ma per vizi di forma non ce li hanno fatti fare: anche la conciliazione davanti al Prefetto è fallita. La dimostrazione che il Comune non ha la ragione dalla sua parte sta nel caso del dipendente licenziato e poi riassunto: una decisione unilaterale e non dimostrata, per la quale il Garante ha dato torto all’amministrazione comunale per violazione della privacy. Non è giusto che paghino i cittadini, sono i dirigenti che hanno sbagliato a dover assumersi le responsabilità del caso».   

Domani, mercoledì 4 aprile, il Comune ha convocato un tavolo con i sindacati per parlare della riorgaizzazione della macchina amministrativa: «Serve un colloquio serio e senza pregiudizi», commenta Ciminelli. «Andremo al tavolo – replica Schiavone -, ma ci alzeremo e ce ne andremo se non si partirà dalla garanzie del mantenimento del fondo incentivante sul livello del 2005. Non c’è margine di trattativa. Se non si arriverà ad una soluzione, a luglio le insegnanti degli asili cittadini non lavoreranno oltre le 42 settimane didattiche stabilite dal contratto nazionale e le strutture chiuderanno». «Abbiamo sempre pagato le insegnanti – controreplica Ciminelli -, se vorranno stare a casa sarà una loro scelta, vedremo se decideranno in questo senso». Chi vivrà, vedrà.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 03 aprile 2007
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