“Cormorani uccisi? Sono i killer dei nostri pesci”

Proteste ambientaliste per 136 abbattimenti selettivi. L’assessore alla caccia difende il provvedimento

Cormorani killer? Sì, fanno sparire o pesci, e qualcuno va abbattuto. Non c’è altro da fare. L’assessore alla caccia e pesca Bruno Specchiarelli difende gli abbattimenti selettivi dei Cormorani che hanno suscitato una dura presa di posizione da parte di quattro associazioni ambientaliste. “Non li uccidiamo per il piacere di farlo – sottolinea –  ma solo per dissuaderli dall’andare a mangiare le nostre specie di pesci pregiate”. Cormorano killer, dunque, se la si vede dalla parte dei pesci. Cormorano vittima, se la si guarda dalla parte degli ambientalisti. Chi ha ragione? I cormorani, sostiene l’assessore, sono animali furbi, si annidano anche in 40 su una pianta, e poi zac. Ma soprattutto, vanno a dormire nelle aree protette. Dove sanno che l’uomo non li può cacciare. Solo nella Palude Brabbia sono almeno 500. Insomma, la vita del cormorano è segnata dall’arte di arrangiarsi. Ed è per questa loro furbizia e capacità di farla sempre franca che tutti gli interventi incruenti sono finora falliti.

La contestazione mossa alla Provincia è che abbatterli è inutile perché si riproducono velocemente, inoltre sono protetti da una convenzione e gli abbattimenti sono esagerati. Ma anche altro: il vero motivo per cui i pesci scompaiono sarebbe l’inquinamento, non il cormorano.
Spechiarelli invece chiama a raccolta la scienza.
Uno studio dell’Università dell’Insubria, afferma l’assessore, attribuisce ai cormorani la fama di sciupapesci: “Si mangiano oltre 90 tonnellate annue di pesce durante la loro permanenza sui nostri laghi e fiumi”. La grande abbuffata è concentrata in circa sei mesi, tra ottobre e marzo. La Provincia li tiene d’occhio da quattro anni, soprattutto nella Tresa, nel Ticino, nel Maggiore e nel lago di Varese. “All’inizio provammo con metodi dissuasivi, mettemmo delle recinzioni sulla Tresa, oppure sparammo con petardi per allontanarli e con fucili a raggi laser”. Nemmeno i raggi laser poterono nulla contro la voracità dei cormorani,  così si decise di sparare sul serio. “Abbiamo avuto l’autorizzazione dell’Istituto nazionale della fauna selvatica di Bologna – prosegue l’assessore – noi dobbiamo tutelare il pesce pregiato, ma anche la pesca professionale di chi vive di questo lavoro, come accade sul Lago di Varese”.
In totale, secondo quanto risulta alla Provincia, sono più di 1600 i cormorani sul territorio: l’autorizzazione ad abbatterli riguarda il 10% di loro, si basa sull’articolo 41 della legge regionale “interventi speciali di selezione”. L’intervento terminerà quest’anno.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 12 aprile 2007
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