“Dio che testimonial”. E la Coca Cola blocca il film

Il film vincitore del Baff, “7 km da Gerusalemme”, non sarà nelle sale dal 6 aprile. Nel mirino della multinazionale la scena di Gesù che beve dalla lattina

Già è difficile per un film italiano trovare una distribuzione adeguata, poi se quando viene decisa la data di uscita ci si mettono anche i colossi internazionali, la strada è ancora più difficile. È quello che è successo al film “7 km da Gerusalemme” il film di Claudio Malaponti che al B.A. film festival, che si è chiuso sabato scorso, ha fatto incetta di premi, portandosene a casa ben sette, tra cui miglior film e miglior attore a Luca Ward.
La pellicola racconta la storia di un pubblicitario di successo ma in crisi che poco fuori Gerusalemme incontra una strana figura che potrebbe anche essere Gesù. Tra loro inizia un legame tra religione e attualità, filosofia e storia. Una serie di scene tra cui anche quella in cui Gesù beve una Coca Cola e il protagonista esclama ironicamente “Dio che testimonial”.

La scena non è piaciuta alle alte sfere di Coca Cola Italia ed è quindi partita la minaccia alla produzione del film, realizzato anche con il supporto di Rai Cinema, di fare causa se i produttori non avessero eliminato la scena incriminata. Il problema riguarda però la distribuzione: il film era già pronto per uscire nelle sale il prossimo 6 aprile, all’inizio in 150 cinema, poi ridotti a 50. Ora eliminare la scena in tutte le copie della pellicola sarebbe impossibile e la produzione ha quindi deciso di rimandare l’uscita del film, in attesa di sistemare la situazione ed evitare una causa legale internazionale.

Questo accade in un momento piuttosto felice del cinema italiano, in cui le pellicole nostrane si sono conquistate una buona fetta di mercato, quasi pari al 50 per cento. Ma soprattutto il cinema italiano pare aver conquistato una rinata fiducia degli spettatori. Queste cause, o minacce di vie legali, fanno solo male al cinema, soprattutto perché il film era già stato visto anche dagli organi ecclesiastici e nessuno aveva avuto nulla da ridire. Probabilmente quella scena non faceva male a nessuno, nemmeno alla Coca Cola, che forse ne esce più danneggiata che rinforzata da questa brutta storia. Sperando, invece, di vedere presto nelle sale il film di Malaponti.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 05 aprile 2007
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