Disperata per un frigo

La disavventura di una donna di Busto: salta il pagamento di una rata per l'acquisto del maxi frigo e non ottiene il mutuo di casa perchè "cattiva pagatrice"

Tra le 4000 telefonate arrivate in questi giorni al numero di Sos Italia LIbera, ce n’è una che non parla di una storia di usura, ma è altrettanto assurda ed emblematica.
Racconta la storia di una donna di Busto, innamorata dei frigoriferi americani: quelli belli, grandissimi ma che costano tanto. La donna però un giorno in un grande magazzino trova la soluzione: un bell’acquisto a rate,  aiutandosi con quelle società tanto famose e tanto note di solito legate ai vari centri commerciali.
Credeva di essere stata fortunata: anche se non sempre è facile pagare e una delle rate finisce per pagarla insieme a quella del mese dopo. Ma il frigorifero c’è, ormai: fa il ghiaccio e porta la felicità sognata.

Finchè, qualche anno dopo, decide di sposarsi, e comincia col comprare casa. Pensieri non ne ha: guadagna dignitosamente, ha un lavoro fisso. Si rivolge perciò alla banca con serenità, certa che 150mila euro di mutuo non siano un problema.

E invece lo sono: quella rata pagata in ritardo alla finanziaria da centro commerciale l’ha catapultata tra i "cattivi pagatori", cioè in quel circuito di segnalazione che hanno le banche per decidere se concedere prestiti alle persone o no. Risultato: niente mutuo, e niente casa, per almeno 5 anni. Il matrimonio prende tutto un altro aspetto e finisce per essere rimandato.

«Queste sono le situazioni in cui banche e finanziarie portano consumatori normalissimi e normalmente in grado di pagare alla disperazione. Qui l’usura non c’entra: ma sono rigidità come queste, anzi vessazioni come queste nei confonti delle persone, che mettono in ginocchio la gente» E’ stato il commento di Paolo Bocedi, che ne ha raccontato la storia.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 14 aprile 2007
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