Dominissini getta la spugna, anzi lo silurano

Situazione ingarbugliata alla Pro Patria, da martedì affidata nuovamente al rientrante Marco Rossi, a sua volta già sollevato dall'incarico in autunno

«Chiediamo la vostra collaborazione». Detto dai dirigenti di una squadra di calcio professionistica ai giornalisti, a quattro partite dalla fine di un torneo tesissimo e mentre si lotta per salvarsi dai playout, c’è poco da stare allegri. E quanto accaduto nelle ultime ventiquatt’ore in casa Pro Patria mette davvero poca allegria e tanto amaro in bocca a chi ha a cuore i colori biancoblu.

La conferenza stampa «amichevole» convocata dalla società ha fatto il punto sulla situazione determinatasi dopo le dimissioni «verbali» che Loris Dominissini (foto) avrebbe comunicato e successivamente ribadito ieri sera alla società, ufficialmente per motivi «personali e familiari». La conferma ufficiale e scritta delle dimissioni di Dominissini non è ancora arrivata in via Ca’ Bianca, ha precisato il direttore generale Riccardo Guffanti, che a nome della dirigenza si è assunto la responsabilità per quanto avvenuto fin qua. Fatto sta che domani alle 14 i giocatori – che, colmo dei colmi, non sono stati ancora avvisati – si ritroveranno a condurre l’allenamento una vecchia conoscenza: quel Marco Rossi costretto ad andarsene solo pochi mesi or sono.

Soluzione logica ed inevitabile, la rinomina di Rossi (foto sotto), di una crisi avvitatasi in particolare nelle ultime settimane: non vi erano infatti altre "soluzioni interne" fattibili mentre se non altro l’ex tecnico dei tigrotti ha un’idea della squadra e dell’ambiente, anche se nel frattempo sono giunti alcuni nuovi giocatori. In un momento delicato in cui si prepara la volata (che vista da quaggiù somiglia tanto ad un tuffo) di fine stagione, la Pro Patria è dunque costretta a cambiare in corsa. La scelta di Rossi è a questo punto irrevocabile: «O in serata Dominissini firma, o sarà sollevato dall’incarico» spiega Guffanti, aprendo il campo ad ogni sorta di illazione circa pressioni esercitate dalla proprietà. L’amministratore delegato Roberto Vender non aveva fatto mistero della propria insoddisfazione già dopo la partita persa a Padova un mese fa.

«Non siamo certo in una situazione in cui si possano ritirare delle dimissioni» aggiunge il direttore generale, pregando i giornalisti di non infierire ulteriormente. La notizia è uscita prematuramente secondo la dirigenza, portando a qualche titolo "inesatto": «Bravi voi a raccoglierla, per carità» (sì, ma chi l’ha messa in giro? ndr). «Il momento è delicato» ammette il presidente Alberto Armiraglio «siamo rimasti perplessi per le parole di Dominissini e stiamo cercando di non sommare errori ad errori. Bisogna fare quadrato adesso, Rossi potrà fare tesoro a sua volta degli errori che ha ammesso».
Fatta la sua penitenza, saprà Marco Rossi far spiccare il volo ad una squadra dal morale non esattamente brillante?

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 16 aprile 2007
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