Fai e Ascom “Alle armi” per la chiesa di San Pietro

Con uno scambio di lettere, La dirigenza di Uniascom e Marco Magnifico si mobilitano contro il centro commerciale che dovrebbe sorgergli a fianco

Il simbolo della mobilitazione congiunta è quell’"Alle armi!" che il direttore del Fai, Marco Magnifico, ha rivolto al direttore di Uniascom Sergio Bellani e al presidente Carlo Bottinelli, dopo avere raccolto il loro "grido di dolore" per la chiesa di San Pietro a Gemonio.

Una splendida chiesa romanica cui l’amministrazione "è costretta" ad affiancare un centro commerciale perchè una vecchia richiesta di concessione, che ha più di 30 anni ed era stata bloccata da un parere negativo della soprintendenza alle belle arti della Lombardia è tornata magicamente in auge, quando, qualche settimana fa, la stessa soprintendenza ha cambiato parere su quell’area. 

Un retro front clmaoroso, contro il quale –  e contro un nuovo centro commerciale da 5000 metri quadri che lì sorgerebbe – i due massimi rappresentanti di Uniascom (nella foto) si sono appellati al direttore del Fai Magnifico, trovando "incomprensibile che il responsabile della sovrintendenza abbia cambiato parere, come di fatto ci ha comunicato l’amministrazione di Gemonio che in questo caso non può opporsi" e sperando nella sua sensibilità per questa ennesima lotta a difesa del Bello di Italia, anche se ormai per San Pietro la lotta non può che essere disperata:  "Ci rendiamo conto che è ormai impossibile far cambiare decisione della Sovrintendenza delle belle arti – precisano infatti nella lettera – ma vorremmmo che la vostra importante fondazione possa stigmatizzare questo comportamento e sensibilizzare ulteriormente chi ha responsabilità in tal senso per evitare che simili negative situazioni possano ripetersi nella nostra provincia".

Detto, fatto: stimolato dall’"urlo di dolore" proveniente da Uniascom, Marco Magnifico (nella foto) si è rivolto a Milano al direttore regionale per i beni architettonici e il paesaggio della Lombardia Carla di Francesco, e al soprintendente ai beni architettonici e paesaggistici Alberto Artioli, chiedendo innanzitutto "non solo se sia vero che la Soprintendenza abbia dato parere favorevole, ma nello sciagurato caso lo fosse, cosa si potrebbe fare per tornare indietro".

Per Magnifico infatti l’assurdo "sì" che l’amministrazione pare sia tenuta a dare dopo il parere della Soprintendenza al nuovo centro commerciale di fianco a una delle perle romaniche della provincia merita, del resto, qualunque plateale retromarcia: perchè "se per disgrazia perdessimo anche questa battaglia – conclude il direttore del Fai nel suo appello ai dirigenti della Soprintendenza ai beni architettonici lombardi –  mi domanderei seriamente se continuare a combattere la guerra"

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 14 aprile 2007
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