Farioli “megafono” di Magdi Allam

Il sindaco loda la proposta del giornalista di un minuto di silenzio per i due afghani assassinati dai talebani durante il sequestro Mastrogiacomo

Riceviamo e pubblichiamo una lettera aperta del sidnaco di Busto Arsizio Gigi Farioli alle istituzioni del territorio.

Avendo letto e condiviso l’analisi di Magdi Allam, magistralmente espressa sul Corriere della Sera nell’editoriale del 10 aprile, dal titolo "Riscatti boomerang", ho ritenuto doveroso aderire alla proposta di "far osservare un minuto di silenzio in memoria di Sayed e di Adjmal (i due afghani coinvolti nel rapimento di Mastrogiacomo) per testimoniare che per noi il valore della vita è assoluto e universale".

Per questo motivo in qualità di Sindaco del Comune di Busto Arsizio, forse l’unico in Italia ad aver espressamente inserito nel proprio statuto il richiamo alle "radici giudaico-cristiane" della nostra Europa, mi sono impegnato a far rispettare, nelle forme e nei modi che andremo a condividere, il minuto di silenzio nei luoghi pubblici della nostra città. Ritengo inoltre corretto che una pluralità di istituzioni locali si faccia portavoce presso il presidente della Repubblica affinché la proposta di Magdi Allam trovi la più ampia adesione istituzionale, convinto che di fronte alle barbarie dobbiamo ribadire "il primato della civiltà occidentale che non mercanteggia sul diritto alla vita".

Credo che oggi sia giunto il tempo di riaffermare tale primato. Il multiculturalismo ha fallito in molti stati europei, spesso ghettizzando le persone che si desideravano integrare. Non esiste infatti modello di integrazione possibile se rinunciamo alla nostra identità e ai valori su cui essa si fonda: in primis la libertà e la dignità della persona umana.

Solo tra culture con una forte identità può esserci dialogo e comprensione, accettazione, nelle differenze, uno dell’altro.

Non esistono scorciatoie. Ecco perchè dobbiamo sforzarci di coltivare le nostre radici, di non sottrarci agli obblighi, né dimenticare i valori che la nostra tradizione ci propone. Troppo semplice e superficiale è la fuga nell’indistinto relativismo etico. Difficile, ma fondamentale è invece distinguere, decidere tra bene e male, e una volta deciso, agire coerentemente.

Credo infine che queste parole non debbano rimanere lettera morta.

Il lavoro della nostra Amministrazione Comunale è rivolto a raccogliere, a combattere e possibilmente a vincere questa sfida che ci pone la contemporaneità. La vera essenziale sfida del mondo contemporaneo. Ogni nostro atto si sforza di essere ispirato da questo duplice sentimento: di chiarimento verso l’interno e di apertura verso l’esterno. Credo quindi opportuno chiedere anche alle altre istituzioni locali del nostro territorio, caratterizzate da un forte e straordinariamente maggioritario humus culturale, di accettare, pur nel diverso colore politico, questo compito con entusiasmo. Di farsi promotori con noi di questa rinascita culturale. A partire anche da piccoli gesti simbolici. E’ un’esigenza storica e civile insieme.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 12 aprile 2007
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