Fondazione Blini da un lato, Udc «aspirapolvere» dall’altro: a Busto ferve la polemica

A un mese dalle provinciali si discute a destra come a sinitra: Lattuada (AN) difende le scelte di Villa Recalcati sulla Fondazione, l'Udc incassa l'appoggio dei "rosiani" e finisce sotto tiro

Due sommovimenti politici, sia pur di diseguale spessore, stanno tenendo banco in questi giorni a Busto Arsizio, vivacizzando la campagna per le provinciali: la Fondazione Blini con il suo strascico di polemiche, giunto fino alle celebrazioni del 25 aprile, e l’ingresso di un rappresentante del blocco di Busto Civitas-Busto dei Quartieri nel "quartetto" dell’UDC per le elezioni provinciali. In entrambi i casi i contorsionismi politici visti all’opera hanno lasciato perplesso più d’uno.

Nel caso della Fondazione, gli "entristi" del centrosinistra, che
hanno accettato di far parte degli organismi di governo dell’ente, sono
stati bombardati di polemiche
, diagnosticando a chi soffriva di mal di
pancia assortiti una sindrome da mancata poltrona – anche se qualcuno
dei contestatori la poltrona giura di averla rifiutata. A destra i
disturbi gastrici sono rimasti in famiglia, sia pure a denti stretti,
ma qualche mugugno si è udito. La Fondazione, istitutita in fretta e
furia sotto elezioni provinciali, non è andata a genio a tutti. In
particolare, non è stato gradito il metodo delle nomine fatte
scavalcando il consiglio comunale. A difesa delle scelte fatte da Villa
Recalcati e dall’amministrazione si pone invece Checco Lattuada,
consigliere comunale di An e tra i fondatori di Comunità Giovanile, che
sarà il "nocciolo duro" della Fondazione Blini. «Mi aspettavo le
polemiche, perchè la nostra associazione si è mostrata intelligente e
funzionale, dotata di idee e non di ideologie, per questo ci temono» sostiene. «Solo a Busto si fa una Fondazione perchè solo a Busto esiste una realtà
giovanile così forte, autorevole e strutturata: l’idea mi ronzava in testa da tempo, poi ha trovato in Reguzzoni e Farioli due persone disposte a darle attuazione,
sia pure nella forma che hanno ritenuto più opportuna. Putroppo il
livello della polemica che vedo è basso: si ricordi che tra i fondatori
di CG c’è Angelo Lofano, già consigliere comunale di Rifondazione
Comunista; da noi sono passati anche Marco Reguzzoni stesso, o Angelo
Lorenzo Crespi, persone che hanno fatto strada in ambiti politici anche diversi;
per conto mio rigetto l’etichetta di "destra radicale" con cui ci si
identifica
, mi spiace che anche Varesenews la adotti».

Sul fronte dell’accordo UDC-Busto Civitas, tutt’altra musica ma sempe polemiche. Ad agitarsi è soprattutto la Lega, che ogni volta che viene chiamato in
causa Luigi Rosa sussulta, come toccata su un nervo scoperto. Se per l’europarlamentare Speroni l’accordo è, tout court, «una schifezza», il
segretario del Carroccio Giuseppe Gorini è netto: «Spero che innestino
la retromarcia, perchè è una cosa davvero ridicola. Da una parte Rosa e
i suoi sono all’opposizione e hanno avversato varie scelte della
Provincia, dal piano provinciale rifiuti fino ai soldi della
convenzione con Villa Recalcati – a Rosa quasto atteggiamento è costato
la poltrona di sindaco, alla fine. Come fanno ora a presentarsi a sostegno della stessa Provincia?». Un problema di coerenza, insomma. Quanto all’UDC, apparentemente ben felice – almeno a livello
provinciale – di aggiungere un posto a tavola, Gorini, con la rude
franchezza che lo contraddistingue, la liquida con uno slogan: «Casini di nome, casini di
fatto»
.
Neutrale invece An, con Luca Rossi che commenta: «Noi non interferiamo,
l’imbarazzo è tutto dell’UDC. Se poi Carlo Fontana (che tutti danno per
candidato in quota Busto Civitas, ndr) venisse eletto, si troverebbe a
fare opposizione qui e maggioranza a Varese…». E Audio Porfidio (La Voce della Città)
chiosa: «L’UDC? Non è un partito, è un aspirapolvere: tira su tutto
quello che trova per strada…»

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 26 aprile 2007
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