Fortis: “Per il tessile la situazione è seria ma non è grave”

A dirlo, il docente alla Cattolica. Bilancia commerciale positiva e voglia di riscatto sostengono il settore, in assemblea nella sede Univa

Un’assemblea congiunta per tre Gruppi merceologici che insieme formano un settore industriale, il Tessile-Abbigliamento, secondo nel Varesotto solo alla meccanica. Le imprese legate alle “Tessiture e Filature”, alle “Maglie-Calze, Abbigliamento e Calzature”, alle “Tintorie, Stamperie e Finissaggi Tessili” dell’Unione degli Industriali della Provincia di Varese si sono riunite questa sera, 18 aprile 2007, nella sede di Busto Arsizio dell’associazione di categoria. In pratica, a fare il punto della situazione si è ritrovata un’intera filiera produttiva, presente al completo sul territorio, come accade in poche altre zone d’Italia. Una realtà importante per l’economia locale: in totale i Gruppi contano 356 imprese per oltre 10.300 addetti. Per capire quale sia il peso di queste cifre all’interno dell’Unione Industriali basti considerare che le imprese rappresentano il 26% delle associate e il 16% dei lavoratori da esse impiegate.

Numeri di un settore che nel suo insieme, nonostante le numerose difficoltà, ha saputo rialzare recentemente la testa. A dirlo sono i dati relativi alle esportazioni. Quelle del Tessile-Abbigliamento della provincia di Varese hanno raggiunto a fine 2006 un valore di 868,7 milioni di euro, il 3,3% in più rispetto al 2005. E se è vero che le importazioni sono cresciute a un ritmo maggiore (+16,3%), rimane il fatto che la bilancia commerciale è sempre positiva. L’export scavalca l’import per 367,4 milioni di euro.

Proprio gli scambi internazionali e le sfide che deve affrontare il made in Italy sui mercati di tutto il Mondo sono stati i temi centrali discussi durante l’assemblea. Invitati a farlo sono stati l’economista Marco Fortis, docente di economia industriale all’Università Cattolica del Sacro Cuore e vice presedente della Fondazione Edison, e Michele Tronconi presidente di Euratex (l’organismo di rappresentanza della filiera del Tessile-Abbigliamento europeo che raggruppa 50 associazioni di categoria con sede in tutti i 25 Paesi dell’Unione Europea) e vice presidente dell’Unione Industriali della Provincia di Varese.

Interventi, i loro, improntati all’ottimismo. “La situazione – ha affermato Marco Fortis – è seria ma poco grave”. Sicuramente meno drammatica di quanto si pensi, anzi. “Il sistema manifatturiero – ha continuato il professore dell’Università Cattolica – rappresentato dalle quattro A (Arredo-casa, Alimentari-bevande, Abbigliamento-moda, Automazione-meccanica) ha messo a segno l’anno scorso un surplus commerciale di 92 miliardi di euro, un record storico”. E in questo trend, “il tessile ha saputo giocare un ruolo importante”. Di più: “Anche se gli imprenditori del settore dovranno ancora soffrire, di certo possono stare tranquilli che la Cina più di quello che già è riuscita a fare, non farà”. Altro dato che fa ben sperare e citato come esempio da Fortis “è quello dell’export tessile lombardo che da solo vale più di quello dell’intera Spagna”. Tutto questo per dire che “bisogna credere più in sé stessi, che il vero asset di questo Paese è il manifatturiero e le Pmi che lo formano”. Senza tutto questo “l’Italia si crogiolerebbe solo nei problemi e nel suo debito pubblico”.

Pienamente d’accordo col ragionamento del professore, Michele Tronconi che ha voluto sottolineare come il Tessile-Abbigliamento, nonostante le sofferenze che persistono, sia un settore “ancora vitale”. La richiesta, però, alle istituzioni europee “è che ci aiutino a esportare di più, ma non con delle protezioni”. Quello che Euratex chiede a Bruxelles è la semplice parità di trattamento con gli altri Paesi: “L’accordo sottoscritto con la Cina nel 2005 per una crescita guidata delle importazioni – ha spiegato – scadrà alla fine di quest’anno. Mentre analoghi patti che il Paese Orientale ha firmato con Stati Uniti, Canada e Brasile dureranno fino al 2008. Quello che vogliamo è che l’Europa non sia l’unica regione del mondo con le porte spalancate”.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 18 aprile 2007
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