Gara Alitalia: priorità al ruolo di Malpensa

La posizione del Comitato che riunisce le Camere di Commercio di Milano, Novara e Varese:“Nella valutazione delle tre cordate in gara occorre uno sguardo attento allo scalo del NordOvest”

Per la privatizzazione di Alitalia si apre la fase più delicata. Dopo che è scaduto il termine per la presentazione dei piani industriali, infatti, è iniziato il confronto fra il Tesoro e le tre cordate rimaste in gara: quella tutta italiana di AirOne con IntesaSanPaolo, quella che fa capo al fondo americano TPG e la terza con al vertice la compagnia russa Aeroflot.

 

«Nell’analisi di piani e strategie dei potenziali acquirenti, e non solo del prezzo, occorre che si tenga in debito conto il ruolo decisivo che l’aeroporto di Malpensa ha per l’intero Sistema Italia – sottolinea Gianfredo Comazzi, presidente del Comitato Malpensa -. L’aeroporto di Malpensa è un patrimonio che va fatto fruttare. I costi della sua mancata valorizzazione incidono pesantemente sul pieno sviluppo di una parte significativa del Paese. E questo a causa soprattutto di scelte aziendali che finora sono state inadeguate da parte del vettore nazionale oltre, naturalmente, ai gravi ritardi nella realizzazione di opere indispensabili per fare dello scalo il perno su cui ruoti la rete dei trasporti di un’area che è considerata uno dei motori d’Europa».

 

Valutazioni che dovranno avere il giusto peso nella decisione del Governo su Alitalia. Occorre infatti mettere lo scalo inaugurato nell’autunno 1998 – il più grande investimento infrastrutturale italiano dell’ultima parte del Ventesimo secolo – nelle condizioni di concretizzare appieno le sue potenzialità quale vero hub dell’Europa centro-meridionale a beneficio dell’intero sistema socio-economico nazionale. «Che la scelta sulla futura Alitalia si debba tener conto dello sviluppo di Malpensa mi pare indiscutibile – continua Comazzi, che è anche presidente della Camera di Commercio di Novara -. Basti pensare che già ora l’ex compagnia di bandiera detiene il 51% del traffico generato dallo scalo gallaratese  e che gli oltre sei milioni di passeggeri internazionali in transito dall’hub milanese le garantiscono oltre un terzo del fatturato».

 

E in più ci sono altri dati che avvalorano la tesi di Malpensa quale vero e proprio patrimonio per il Sistema Italia: lo scalo gallaratese, infatti, lo scorso anno è cresciuto del 10,9% superando quota 22 milioni di passeggeri. Il traffico merci, poi, è salito a 420mila tonnellate con il 50% della movimentazione dei cargo nazionali.

 

Se questo non bastasse, ci sono anche altre forti motivazioni economiche relative alla provincia di Varese, dove Malpensa costituisce ormai l’impresa più importante: «Gli studi più recenti – spiega Angelo Belloli, presidente della Camera di Commercio di Varese – individuano un indotto generato dall’aeroporto di addirittura 2.750 imprese specializzate nel settore dei trasporti, della logistica e del magazzinaggio, per un numero complessivo pari a circa 16.000 addetti. Numeri destinati a crescere se il vettore nazionale decidesse finalmente di collocarsi stabilmente a Malpensa con parte del personale e della flotta, che ancora si trovano prevalentemente a Fiumicino».

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 23 aprile 2007
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