Il compostaggio a Sillavengo non si farà

Lo ha deciso la Conferenza dei Servizi: troppe le criticità emerse durante l'esame della proposta

L’impianto di compostaggio di Sillavengo non potrà essere realizzato perché esistono rischi di impatto da odori sugli insediamenti abitativi collocati nei dintorni, perché la localizzazione non corrisponde alle linee della programmazione provinciale in tema di rifiuti, perché la viabilità esistente non è adeguata, e perché esistono difficoltà, manifestate dal Comune, per l’autorizzazione urbanistica.

Sono queste in sintesi le motivazioni che stanno alla base del parere negativo formulato dalla Conferenza dei Servizi riunitasi questa mattina per l’atto finale del procedimento tecnico amministrativo sulla richiesta di autorizzazione alla costruzione di un impianto per il trattamento di rifiuti organici da collocarsi nell’area dismessa in località Cascina Gallinetta a Sillavengo.

Erano presenti i rappresentati di Provincia di Novara, Arpa, Asl 13, Forestale, Comune di Sillavengo e comuni limitrofi.

Nella riunione è stata ulteriormente esaminata la documentazione agli atti, oltre alle risultanze dell’inchiesta pubblica svoltasi lo scorso 14 marzo.

Il parere negativo è già stato comunicato verbalmente ai proponenti, in attesa della stesura definitiva del provvedimento che verrà completata entro la metà di aprile.

Commentando le decisioni della Conferenza dei Servizi, il presidente della Provincia Sergio Vedovato ha ribadito che la Provincia «ha esercitato nel modo più corretto il ruolo di governo del territorio: con serietà e con pacatezza, ascoltando le ragioni di tutti, e senza cedere alle strumentalizzazioni che pure ci sono state, fuori e dentro le mura del Consiglio Provinciale. Abbiamo voluto svolgere un ruolo di garanzia, assicurando il sollecito svolgimento delle procedure previste dalla legge, ascoltando le esigenze delle amministrazioni locali e dei cittadini, così come dell’azienda che ha proposto la realizzazione dell’impianto. Nel segno della trasparenza, è stata proprio la Provincia a suggerire la possibilità di attivare le forme di partecipazione pubblica alla procedura di valutazione ambientale che la legge regionale prevede. Nei diversi passaggi sono emerse criticità dal punto di vista giuridico amministrativo, tecnico e di impatto ambientale, che la Conferenza dei Servizi ha tenuto nella giusta considerazione»

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 02 aprile 2007
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