“Il federalismo di Formigoni è il fallimento della sua politica”

L'intervento della senatrice del Pdci sulla risoluzione del consiglio regionale sul federalismo

Riceviamo e pubblichiamo

Il Consiglio regionale della Lombardia ha approvato, con il voto contrario del PdCi e della sinistra, una risoluzione che dà il via libera a Formigoni per tentare di imporre, con una lettura strumentale del Titolo V della Costituzione,  il trasferimento dallo Stato alla Regione di importanti competenze in materia di sanità, scuola, previdenza, infrastrutture, settori della giustizia, ambiente, università e ricerca scientifica.  

 

L’opposizione del PdCi e della sinistra sono e saranno un fermo argine contro ogni rischio, nel quale sia messa in discussione la coesione sociale e politica del Paese.

 

Tentativi analoghi nel senso di depotenziare, distorcere o smantellare parti significative della nostra Costituzione, si sono già verificati nel passato e tutti sono stati sconfitti.

 

Con la risoluzione del Consiglio regionale dei giorni scorsi Formigoni tenta di far rientrare dalla finestra ciò che è stato cacciato dalla porta.  Si tratta di un disegno pericoloso che, colpendo le basi unitarie e solidaristiche della nostra Repubblica, mortifica l’universalità dei diritti: per la sanità si propone un modello dispendioso che umilia le eccellenze e discrimina i cittadini in base al reddito; per la scuola si vuole contrastare la piena attuazione della legge dello Stato, approvata nell’ultima Finanziaria, che eleva l’obbligo scolastico a 16 anni per tutti i ragazzi italiani; per il lavoro e la previdenza si minacciano interventi volti ad azzerare molte delle conquiste sociali ottenute in questi decenni.

 

Il “federalismo” di Formigoni non è altro che un mezzo per cercare di nascondere il fallimento delle politiche della destra in Lombardia: infrastrutture non realizzate o rimaste incompiute; dispersione in mille rivoli di ingenti fondi, anche europei, destinati alla formazione professionale e all’istruzione; costituzione di centri di potere privati per gestire beni e servizi pubblici.

 

Per avviare il rilancio del ruolo della Lombardia nella crescita del Paese occorre una svolta politica, in modo che localismi, separatezze, conflitti tra le istituzioni, non arrechino ulteriori danni al nostro territorio.

 

 

La segreteria regionale del Partito dei Comunisti Italiani

Sen. Maria Pellegatta

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 04 aprile 2007
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