Il mio sogno? Una grande piazza per Malnate

Intervista a Eugenio Paganini candidato nelle liste dell'Ulivo. La viabilità del centro e una cittadella dello sport, con piscina compresa, i suoi grandi progetti

Pacato, ma determinato. Appare così, a chi lo vede dall’esterno, Eugenio Paganini. Si chiama fuori dalla lotta personalistica che sta dominando la politica in queste amministrative e si concentra sui contenuti.

Avvocato, 57 anni, nato in un paesino in provincia di Cremona, si è trasferito a Malnate quando aveva 16 anni. «È la mia città. Mi sono rimesso in politica spinto dal desiderio di tornare a svolgere un ruolo attivo e responsabile per la comunità malnatese».
Quello di Paganini è, dunque, un ritorno perché nel 1993, subito dopo Tangentopoli, è stato chiamato a reggere le sorti della Dc cittadina. A distanza di 14 anni ha accettato la sfida lanciata dall’Ulivo: portare a casa il terzo mandato consecutivo per Malnate.

Paganini, iniziamo da questo aspetto. Si sa che la coalizione uscente è sempre svantaggiata. Più che il consenso raccoglie il malcontento per ciò che non è stato fatto. Tanto più che nella sua squadra di governo ci sarà anche l’ex sindaco Olinto Manini, che può essere visto come un elemento di condizionamento.
«Per me l’impegno è continuare migliorando l’operato amministrativo di chi mi ha preceduto. L’esperienza di chi ha governato per così tanti anni è importante, è un aiuto perché non fa perdere tempo nella conoscenza della macchina amministrativa. Allo stesso tempo però l’autonomia è stata una delle consizioni poste da me per accettare la candidatura. Manini mi ha subito detto che si sarebbe fatto indietro, se la sua presenza mi dava fastidio. Invece ritengo che sia una risorsa».

I vostri avversari accusano il centrosinistra di aver cementificato Malnate. Cosa risponde?
«Penso che l’utilizzo di questa  frase da parte dei miei avversari o è strumentale, e quindi in malafede, oppure è figlia dell’ignoranza e della scarsa conoscenza degli atti». 

L’oggetto dello scandalo è la Cava Cattaneo. Cosa mi dice in proposito?
«Appunto, se chi accusa andasse a controllare i documenti, depositati agli atti, leggerebbe che la destinazione d’uso di quell’area è agricola, quindi nella Cava Cattaneo non si puo’ costruire. Chiusa la discussione. Però, mi chiedo anche perché questo argomento non venga tirato in ballo per l’edilizia residenziale. Se si leggono con attenzione i documenti ci si accorge che non c’è alcuna cementificazione in atto. Se vuole continuo con l’elenco: la zona dell’ex Siome sarà bonificata per renderla fruibile e vivibile per la gente, al "Villaggio del sole" le zone boschive sono e saranno tutelate, lo stesso discorso vale per le Fontanelle, dove ci saranno delle riqualificazioni ma ciò non significa cementificare. Questo è un impegno che prendo con gli elettori a costo di dimettermi».

Questione acqua e acquedotto. Questo è un punto dolente per la giunta uscente.
«Penso che la reazione amministrativa sia stata adeguata, compresa l’ultima ordinanza contro sprechi e consumi inutili. Se gli si puo’ imputare una colpa, riguarda certamente un difetto di comunicazione. Conosco Manini e so che è persona onesta e che ha agito sempre in nome del bene della collettività e non posso pensare che abbia omesso scientemente questo problema. D’altronde l’emergenza acqua e la qualità della stessa non sono problemi solo di Malnate, ma molto diffusi».

Che cosa farà lei per affrontarli?
«Occorre rendere più efficiente la rete idrica, con nuovi apporti. Si sta operando  tecnicamente, in accordo con Aspem, per immettere nella rete la fonte della Creina, 4 litri di acqua al secondo di buona qualità. Si scaverà un pozzo nell’area al confine con Cantello dove c’è una falda interessante che sarà utilizzabile».

Ogni buon amministratore dovrebbe avere un grande progetto nel cassetto. Il suo qual è?
«Io vengo da Cremona. Nella Pianura Padana, in qualsiasi città o paese, la piazza è fondamentale. La gente si deve incontrare, vedere, parlare, avere un punto fisico di riferimento. Insomma, realizzare un’agorà dove la gente possa socializzare. Ecco, mi piacerebbe realizzare un progetto che ridisegni la viabilità del centro cittadino, magari lanciando un concorso di idee. Inoltre, a Malnate abbiamo un’area dove si concentrano più impianti sportivi, mi piacerebbe realizzare una cittadella dello sport, comprendendo anche la realizzazione di una piscina comunale con un centro benessere annesso».

Sette candidati sindaco. Una battaglia politica che probabilmente verrà vinta da chi farà più alleanze. L’Ulivo per Malnate ha già accordi in atto?
«Io credo nel dialogo e per dialogare bisogna essere aperti. Come coalizione è un discorso che non abbiamo affrontato e che sicuramente affronteremo dopo il primo turno, perché in quel momento annunceremo la nostra squadra di governo».

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 28 aprile 2007
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