Il nuovo Tribunale si svela

Ampi spazi, informatizzazione, soluzioni pratiche e impianti a norma nella nuova struttura, finalmente arredata dopo che il ministero, più volte pressato, ha sbloccato i fondi

A Busto Arsizio la giustizia entra nel Ventunesimo secolo, e non è un modo di dire: vedere per credere. Il nuovo tribunale, finalmente arredato dopo anni di attesa, si rivela per quello che è: un gioiellino in grado di mettere d’accordo persino pubblici ministeri e avvocati.

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Numerosi gli aspetti itneressanti del nuovo Palagiustizia, sorto accanto al precedente e ad esso direttamente collegato da un passaggio aereo coperto. L’effetto è quello di percorrere cinquant’anni in pochi metri: dalla giustizia del Novecento a quella del Duemila. Fra le dotazioni, la sala ricognizioni (riconoscimenti) più ampia d’Italia, con tanto di percorsi rigorosamente separati per chi deve essere riconosciuto e chi deve riconoscere – accorgimento elementare ma assente nella gran parte delle strutture giudiziarie italiane. La struttura è completamente informatizzata: nella sala server si entrerà solo dietro riconoscimento dell’impronta digitale, mentre tutte le camere di consiglio (ogni aula princiaple ne ha una) saranno dotate di Internet Point per permettere ai magistrati di connettere i portatili e consultare online la giurisprudenza di riferimento.

Le aule di udienza saranno nove, di cui quattro, le più ampie e confortevoli, per quelle pubbliche; le gabbie per gli imputati sono quasi tutte colegate con corridoi riservati che giungono, nel seminterrato, al parcheggio dei cellulari e alle celle in cui gli imputati attenderanno di essere portati in aula. In tutti i maggiori processi, quelli che si celebreranno nella grande aula d’assise (250 mq), non li si vedrà più sfilare ammanettati in pubblico, con massima tutela della privacy e minima soddisfazione di fotografi, cameraman e operatori della stampa. Per questi ultimi al momento nulla è previsto, ma vi sono salette riadattabili a sala stampa.

Il gioiello nel gioiello è l’aula della corte d’assise, spaziosa, con tre gabbie separate per gli imputati e una camera di consiglio confortevole con tanto di cucina a gas, data la durata prolungata delle riunioni. Al piano seminterrato, attorno al posteggio per i cellulari e alle celle temporanee, si trovano i depositi dei corpi di reato e i grandi archivi per i faldoni, con scaffalature fittissime che possono reggere fino a 800 chili di documenti ogni metro quadro. Tutti i vani delle zone riservate sono protetti da porte blindate con codice d’accesso elettronico. Insomma uno spazio finalmente adatto alle necessità del settore giudiziario, e che a partire da maggio dovrebbe iniziare ad operare, a coronamento del lavoro eseguito congiuntamente dal Comune e dal tribunale stesso.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 04 aprile 2007
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