Il “porcellum” e i referendum

Nasce anche in provincia di Varese il comitato a sostegno dell’iniziativa referendaria per cancellare la legge Calderoli

Riceviamo e pubblichiamo 

Nasce anche in Provincia di Varese il comitato a sostegno dell’iniziativa referendaria  per cancellare quella che Calderoni stesso ha definito una “porcata”. L’invito alla mobilitazione per la raccolta delle firme già a partire da oggi arriva da parte del comitato regionale e dal costituendo comitato provinciale varesino, a cui si potrà aderire inviando con una mail all’indirizzo referendum.varese@alice.it i propri dati. 

L’ultima impresa della passata legislatura è stata il porcellum, la legge elettorale approvata sotto elezioni che il suo stesso estensore ha definito una «porcata». Tutti oggi si stracciano le vesti e il ripudio è generale. Tutti i partiti si sono mobilitati per trovare “ampie convergenze” su una possibile riforma e quotidianamente assistiamo a dichiarazioni spesso contraddittorie.

Un tentativo di accordo apparente, o la volontà di uscire davvero dal pantano in cui è stato affossato il nostro sistema costituzionale? Temendo di dover assistere ad una messa in scena già vista in altre occasioni, un valente costituzionalista, Giovanni Guzzetta, ha lavorato sul testo del porcellum per ricavarne due quesiti referendari abrogativi.

Il primo propone l’abrogazione della possibilità di collegamento elettorale tra partiti; ne consegue che il premio di maggioranza previsto dalla legge attuale sarebbe attribuito al singolo partito più votato invece che all’attuale coalizione di liste. Si incentiverebbe così l’aggregazione dei piccoli partiti in un grande partito in grado di vincere il premio di maggioranza, garantendo la necessaria omogeneità politica e la conseguente capacità di far nascere governi con speranze di sopravvivenza per l’intera legislatura.

Il secondo referendum propone l’eliminazione delle candidature multiple che oggi coinvolgono addirittura un terzo dei nostri parlamentari. Candidati che fanno da specchietto per le allodole in tutta Italia. Un palese imbroglio degli elettori attratti dal capolista famoso, che poi si ritrovano insediato al parlamento un perfetto sconosciuto che magari non avrebbero mai votato.

Ma se il dialogo parlamentare è iniziato, è proprio perché i referendari si sono fatti carico dell’indignazione dei cittadini contro questa legge elettorale che la precedente maggioranza ha loro imposto. Tuttavia il dialogo può arrivare a una qualche conclusione solo se l’azione e l’indignazione restano in campo. E d’altra parte, il comitato promotore del referendum esprime anche nella sua composizione questa capacità di dialogo, visto che ha una composizione riformatrice trasversale indiscutibile.

I referendum non sono un’operazione ingegneristica, ma hanno un significato assai più ampio. Esprimono un’idea di politica. Una politica competitiva, responsabile, agile e dinamica, che generi partiti aperti al flusso di idee e passioni che provengono dalla società. Una politica che privilegi il merito e non le rendite di posizione, la dialettica democratica e non le alchimie dei vertici di maggioranza.  Partiti nuovi ed europei per superare l’ipocrisia provinciale tutta italiana che ci fa credere che il pluralismo delle idee e degli interessi si possa rappresentare solo con trenta partiti.

Tutto ciò è già un’attesa della società e corrisponde ad una domanda inascoltata che genera rassegnazione e smarrimento. Due sentimenti molto pericolosi per la tenuta civile di un paese. Per sollecitare e rendere incisiva questa spinta è fondamentale che anche i cittadini della provincia di Varese si attivino fin da subito perché a partire dal 24 aprile siano raccolte le firme necessarie per far si che i referendum possano essere definitivamente indetti.

In raccordo con il Professor Gazzetta e con il comitato referendario nazionale un primo gruppo di cittadini, che condivide questa urgenza, si è reso promotore dell’iniziativa in provincia di Varese e da queste pagine lancia un appello a tutti coloro che intendono partecipare con il loro contributo personale alla riuscita dell’iniziativa referendaria. L’invito è dunque a contattare il costituendo Comitato Varesino per i Referendum Elettorali, inviando una mail con i propri dati all’indirizzo referendum.varese@alice.it, o telefonando al numero 3482231077.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 24 aprile 2007
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